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Aveva occultato la cocaina nei vasi di fiori
pisa. L’innesco concluso con l’arresto è partito da una lite in casa. Inquilini di uno stabile in via Martini nel quartiere di Porta a Lucca che vivono condividendo gli spazi comuni. È successo mercoledì quando nel litigio scoppiato nell’abitazione, uno dei presenti che si sentiva minacciato ha chiamato più volte il 113. Quando gli agenti sono entrati per capire l’origine della lite e calmare chi era più agitato, uno degli occupanti, agevolato dal trambusto, ha prelevato diverse dosi di cocaina dalla sua camera nascondendole nei vasetti di fiori di un vicino di casa. Una mossa che è stata intercettata da un residente che ha riferito ai poliziotti dell’atteggiamento losco del tipo. Il controllo nei vasi ha portato al recupero di circa 20 grammi di cocaina e nella disponibilità dell’albanese poi arrestato c’era materiale sospetto riferibile alla confezione e allo spaccio di droga. L’intervento è finito con le manette ai polsi di Dragan Hasanaj, 26 anni, albanese già conosciuto anche fuori regione per le sue frequentazioni nei giri di spaccio come fornitore. Addosso aveva anche 610 euro e 220 sterline.
Dopo una notte in camera di sicurezza, Hasanaj è comparso in Tribunale per la convalida dell’arresto da parte del giudice Guido Bufardeci (pm onorario Vincenzo Molinaro). Difeso dall’avvocato Luca Poldaretti, l’albanese dopo la convalida è tornato in libertà con un obbligo di firma giornaliero in questura in attesa del processo.
Durante il controllo degli agenti, Dragan si muoveva per controllare a livello visiso i vicini cespugli, provando a spostare l’attenzione degli agenti verso la parte opposta, ma l’esperienza dei poliziotti li ha spinti a controllare la vegetazione del giardino condominiale. Un intuito vincente che ha guidato gli agenti alla scoperta dei contenitori con la cocaina «riconducibili all’uomo anche perché in casa è stato trovato materiale atto al confezionamento in dosi di stupefacente» spiegano in questura.
Infine, sempre la polizia è intervenuta in una lite tra conviventi in zona Don Bosco scoprendo che l’uomo, 29 anni, aveva in esecuzione un ordine di carcerazione per stalking e minacce contro l’ex moglie. Nel litigio casalingo la convivente lo ha colpito con una bottiglia per difendersi chiudendosi a chiave in una stanza. Arrivata la polizia e il personale sanitario l’uomo aveva segni su volto e collo, lei niente. Per l’ordine di carcerazione il 29enne ha 30 giorni di tempo per chiedere al Tribunale una misura alternativa alla detenzione: in caso di rifiuto potrebbero aprirsi le porte del carcere. —
P.B.
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