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Pisa

Toscana aeroporti: cassa integrazione in deroga per altre 12 settimane

Il parcheggio dell’aeroporto Galilei completamente deserto
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Il parcheggio dell’aeroporto Galilei completamente deserto

La società ha aperto alle richieste dei sindacati di maggiori garanzie e sostegni per i lavoratori

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Pisa. La cassa integrazione in deroga sarà lo strumento per alimentare per almeno altre dodici settimane le speranze di ripartenza dei dipendenti di Toscana Aeroporti. Una mobilitazione a difesa dei livelli occupazionali sarà invece il “mezzo” per cercare di garantire la proroga degli appalti in scadenza e il rientro dei lavoratori stagionali.

Lo stallo nella trattativa tra le organizzazioni sindacali e Toscana Aeroporti dovrebbe sbloccarsi nei prossimi giorni con la firma dell'intesa per l'applicazione della cassa integrazione in deroga ai 343 dipendenti della società di gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze e ai 463 lavoratori di Toscana Aeroporti Handling, il ramo d'azienda addetto a tutte le operazioni di terra nei due scali toscani, dal marzo 2020 sottoposti alla cassa integrazione straordinaria in scadenza oggi.

La società ha aperto alle richieste dei sindacati di maggiori garanzie e sostegni per i lavoratori, ma la necessità di ulteriori verifiche ha fatto slittare di quale giorno la firma dell'accordo atteso per ieri.

Gli oltre ottocento dipendenti della società saranno sottoposti a rotazione ad un'ulteriore fase di cassa integrazione. Almeno dodici settimane. Un periodo che potrebbe raddoppiare o anche triplicare sulla base delle misure introdotte dal decreto Sostegni firmato la scorsa settimana dal presidente del Consiglio Draghi e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Usb e Ugl) e società restano in attesa di limare gli ultimi dettagli per raggiungere un'intesa fondamentale ad assicurare la sussistenza dei dipendenti di Toscana Aeroporti e a garantire le attività nei due scali toscani in vista dell'inaugurazione della stagione estiva, in partenza agli inizi di aprile, che nonostante la crisi del settore vedrà un progressivo aumento dei voli.

«La richiesta – sottolineano i rappresentanti dei lavoratori – è che Toscana Aeroporti metta in campo tutti i provvedimenti e le novità normative per sostenere i dipendenti».

Un punto interrogativo resta sul futuro dei circa duecento lavoratori della cooperativa Cft che gestisce l'appalto di carico e scarico bagagli, la cui proroga scade il prossimo 31 marzo, e per i cosiddetti part-time ciclici, lavoratori stagionali (circa 120) chiamati a rinforzare gli organici nei mesi di maggior afflusso di passeggeri, da mesi senza stipendio, né ammortizzatori sociali.

«Per il momento non c'è alcuna risposta da Toscana Aeroporti», lamentano i sindacati che si dicono pronti alla mobilitazione per difendere i livelli occupazionali diretti e indiretti. Sul tavolo resta anche la possibile vendita di Toscana Aeroporti Handling. Il percorso, aperto da una proposta di acquisto presentata da una società italiana, ha avviato un braccio di ferro tra Toscana Aeroporti e i sindacati. Dopo i primi presìdi di protesta, oggi i lavoratori scenderanno di nuovo in piazza per un sit-in promosso dall'Usb davanti al Comune di Pisa. —

D.R.

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