Il Tirreno

Pisa

il futuro dell’area duomo 

I bancarellai insistono: il piano di dislocazione deve essere modificato

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PISA. «Ci opporremo in tutte le sedi e con tutte le forme lecite a questo piano di ricollocazione delle bancarelle del Duomo. Un piano che ci viene calato dall’alto, visto che non risponde a quanto discusso in questi anni con l’amministrazione comunale». A due giorni dall’assemblea in piazza Manini, il presidente del consorzio degli ambulanti Pisa dei Miracoli, Gianmarco Boni, torna sulla risposta compatta avuta nei confronti del progetto.

Poi ripercorre il percorso di dialogo avuto con la giunta Conti: «In questi ultimi due anni, insieme a Confesercenti Toscana Nord, abbiamo avuto almeno sei incontri ufficiali con il sindaco. In uno di questi, davanti a tutti gli operatori, si parlò chiaramente di un nostro ritorno temporaneo su ruote con l’appoggio di un brand pisano conosciuto in tutto mondo. Il progetto venne apprezzato sia dal sindaco che da un ministro dello stesso partito del primo cittadino, tanto che per sei mesi abbiamo concentrato le nostre energie nell’incontro con i vertici di questa azienda. Poi l’accantonamento senza nemmeno una parola».

Il rappresentante dei bancarellai ricorda anche il passo successivo «con la proposta di collocazione temporanea all’interno del Santa Chiara dietro il muro perimetrale che nel 1996 aveva già avuto il via libera della Sovrintendenza. Un altro no senza alcuna possibilità di dialogo. Ma non ci siamo arresi - e un anno fa, prima della pandemia, ci siamo nuovamente incontrati con il sindaco per discutere su una proposta di strutture mobili ed ecosostenibili, riqualificando la merceologia; proposta che il sindaco chiese di allargare anche ai banchi di piazza Arcivescovado e via Roma giungendo alla fine ad un progetto non ottimale, ma importante come punto di partenza».

«Oggi – conclude – ci viene presentata una proposta che niente ha a che fare con le promesse di questi anni. Non tiene conto delle realtà commerciali che dal dopoguerra a oggi hanno permesso a far vivere tante famiglie, mirando unicamente ad una riqualificazione urbanistica decisa dal palazzo». —

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