Il Tirreno

Pisa

la denuncia 

Allarme tirocini bloccati per il corto circuito tra Regione e strutture

Sara Venchiarutti

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. Un percorso professionale che, cominciato nel gennaio 2020, doveva durare 9 mesi ma che ancora non si è potuto concludere con il periodo previsto di tirocinio. Alla base un «corto circuito tra il via libera della Regione e le strutture ospitanti, a cui spetta la decisione di accettare o meno un tirocinante». È la situazione denunciata da molti studenti che, all’inizio dell’anno scorso, avevano iniziato un corso per ottenere la qualifica di addetti all’assistenza di base (ex osa, livello base dell’oss) con un’agenzia formativa di Pisa e provincia. A marzo lo stop di tutte le attività a causa del Covid, poi la ripresa delle sole lezioni teoriche a giugno. «Alla fine siamo arrivati a novembre con tutti e 3 i mesi del tirocinio da fare», spiegano due allieve che si trovano in questa situazione. «Dopo quattro mesi di attesa senza alcuna notizia – raccontano – insieme a una parte della classe la scorsa settimana abbiamo deciso di scrivere alla Regione e di incontrare la dirigenza della scuola per capire come muoverci. La Regione ci ha risposto che per loro non c’erano problemi, dandoci anche diverse soluzioni senza però escludere la necessità di effettuare un tot di ore di tirocinio. Però, nel caso in cui non si riesca ad avviare il tirocinio, quest’ultimo è da considerarsi sospeso». Ed è qui il circolo vizioso: «le strutture, visto il periodo, possono rifiutarsi di avere tirocinanti. La conseguenza è che siamo bloccati: per la Regione, che però non fornisce delle precise disposizioni in merito, i tirocini sono aperti. Di conseguenza se le cooperative e le strutture non ci accettano, come se ne esce? In ospedale i tirocini si fanno comunque, e qual è la differenza? Forse, ma non sappiamo quale sia il motivo, c’è il timore di aumentare i rischi di contagio all’interno di strutture come le Rsa, anche se siamo sottoposti alle stesse procedure previste per i dipendenti, a partire dal tampone ogni 15 giorni».

Un via libera teorico, che non si riesce a tradurre nella pratica: «Se non completiamo il corso non possiamo cominciare a lavorare nelle Rsa, case di cura e così via, tra l’altro in un momento in cui ce ne sarebbe più bisogno». —

Sara Venchiarutti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web