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Pisa

La Cgil: «Serve uno scatto sui vaccini o avremo tra i 5 e i 10mila disoccupati»

Giuseppe Boi
La Cgil: «Serve uno scatto sui vaccini o avremo tra i 5 e i 10mila disoccupati»

L’allarme della Camera del lavoro al flash mob in piazza dei Miracoli. Oggi il primo incontro su salute e pandemia

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Giuseppe Boi

Pisa. Alcuni portano a tracolla la riproduzione di una siringa. Altri quella di una fiala di vaccino. Tutti hanno una bandiera della Cgil. Tre simboli per raccontare il chi, cosa e perché del flash mob organizzato ieri in piazza dei Miracoli. Qui si sono ritrovati i rappresentanti sindacali di Cgil, Fp (Funzione pubblica) e Spi (pensionati) per chiedere allo Stato e alla Regione uno scatto nella campagna vaccinale. Vale a dire l’unica arma che il mondo ha a disposizione per fermare la pandemia. Il Covid-19 uccide le persone (ieri in Toscana si è superata quota 5mila) e l’economia. «Se non fermiamo il virus in provincia di Pisa sono a rischio tra i 5mila e i 10mila posti di lavoro», è l’allarme lanciato da Mauro Fuso, segretario generale Cgil Pisa.

Per questo la Camera del lavoro è scesa in piazza. Una manifestazione ridotta a causa delle norme anti-contagio e a cui hanno partecipato i soli rappresentanti sindacali (unici a potersi muovere proprio per partecipare all’attività) ma che ha l’obiettivo di rilanciare l’emergenza lavoro e proporre a tutti una serie di riflessioni su “Salute, la lezione della pandemia”, che partirà già da oggi con un incontro nella sede di viale Francesco Bonaini cui parteciperanno Ilaria Ali (infermiera nel reparto Covid di Cisanello), Silvia Briani (direttrice dell’Azienda ospedaliera), Paolo Malacarne e Marco Taddei (primario di Rianimazione e Medicina).

«È il primo di quattro appuntamenti per altrettanti temi: ospedale, territorio, residenze sanitarie e politiche sanitarie di genere – spiega Fuso –. La crisi pandemica è stata anzitutto una crisi della “cura”, perché ha messo in evidenza le carenze del sistema sanitario a causa dei tagli alla spesa pubblica. Ci ha fatto capire a tutti la centralità della salute e la necessità di investire nelle professioni sanitarie e nella ricerca».

Ricerca che ha come suo apice la realizzazione dei vaccini. «Usciremo da questo periodo solo con le vaccinazioni», assicura il segretario della Cgil che chiede non solo più fiale per la profilassi ma anche una diversa distribuzione e somministrazione delle stesse: «Chiediamo che le decisioni sulla campagna vaccinale siano centralizzate. Diciamo no a 21 sistemi di diversi in base alle scelte fatte dalle singole Regioni o dalle Regioni autonome. Le priorità vanno al personale sanitario, quello della sicurezza e quello educativo-scolastico. Subito a ruota anziani e persone fragili. Poi tutti gli altri a seconda delle fasce di età. Come Cgil siamo favorevoli e pronti a sostenere le cosìddette “vaccinazioni aziendali” ma devono essere coordinate a livello nazionale o si rischia di non raggiungere l’obiettivo di tutelare la salute e il lavoro».

Anche perché i lavoratori e il sistema economico sono allo stremo. «Non possiamo andare avanti con sussidi, ristori e cassa integrazione. Dobbiamo accelerare sui vaccini e cominciare a guardare al futuro. A Pisa devono ripartire turismo, commercio e ospitalità. In provincia soprattutto la manifattura del cuoio. Ogni giorno o un minuto perso ritardando le vaccinazioni ha una ricaduta sul lavoro». —

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