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Di nuovo in piazza per chiedere l’estensione della didattica in presenza
«Occorre un piano d’intervento: le aule risultano troppo piccole e soprattutto il personale è gravemente carente»
Amanda Fincatti
pisa. Di nuovo in piazza, sotto le finestre della prefettura, i rappresentanti di varie realtà, sindacali, associazioniste e di movimento sociale, per denunciare la mancanza di un progetto ministeriale, nonché territoriale, per quanto riguarda la didattica in presenza.
«A nostro parere le decisioni prese dal Miur non seguono una direzione di priorità alla didattica. Siamo qui per ribadire che la scuola in presenza e in sicurezza è centrale in questo momento, poiché il diritto allo studio deve essere tutelato, così come la salute degli studenti, dei docenti e di tutto il personale», ha spiega il coordinatore della manifestazione Fausto Pascali.
La chiusura degli istituti colpisce tutti gli ordini scolastici, dai nidi d’infanzia alle superiori. «Si tratta di lacune formative rilevantissime che si ripercuotono sia sui più piccoli, privati di esperienze di gioco, di socializzazione e di apprendimento, sia sui ragazzi e le ragazze più grandi, cui la didattica a distanza non riesce a fornire strumenti adeguati di confronto con gli insegnanti e i loro compagni di classe».
A Pisa, per il momento, prosegue il piano di apertura avviato dopo la pausa natalizia, con la didattica in presenza fino alle scuole medie e al 50% alle superiori. Ma le scuole non sono dotate di spazi adatti, le aule sono troppo piccole, manca personale, e i concorsi sono fermi e senza prospettiva di ripresa, con gli organici ridotti e il precariato in ascesa. «Le scuole sono in grande sofferenza a Pisa. Non solo le classi sono numerose, ma sono anche inadatte e non capienti. Il Comune e le istituzioni del territorio possono e dovrebbero intervenire non soltanto facendo pressione, ma anche mettendo dei locali propri non utilizzati, come ad esempio l’ex asilo Coccapani, a disposizione delle scuole», ricorda Leila D’Angelo di “Una città in comune”.
In queste settimane gli uffici del ministero stanno procedendo alla definizione delle classi e degli organici per il prossimo anno scolastico e per chi manifesta il momento è opportuno per sottolineare le proprie richieste. Sono tre quelle principali: la riduzione significativa del numero di alunni per classe, in particolare in presenza di studenti disabili; l’incremento degli organici scolastici che comprenda sia docenti sia personale amministrativo, tecnico e ausiliario, in modo da garantire la presenza di tutto il personale già dal 1° settembre; la predisposizione di un piano straordinario nazionale per l'edilizia scolastica. Inoltre, si chiede tempestività nel potenziamento del sistema di tracciamento dei contagi da parte dell’Asl, la ripresa del piano vaccinale per il personale scolastico, la diffusione dei dati sul monitoraggio dei mezzi di trasporto pubblico, la fornitura di mascherine Ffp2 per il personale scolastico e l’individuazione di spazi pubblici per le scuole.
Hanno partecipato al presidio i rappresentanti di Cobas scuola, Coordinamento Nazionale Precari Scuola, Gilda degli insegnanti, associazione “Il Barone rampante”, Rifondazione comunista, Snals, Uil scuola e “Una città in comune”. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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