Il presidio
Pista dna sui mozziconi trovati nell’auto usata per sequestrare Moro
L’inchiesta della capitale: la comparazione dopo 43 anni
pisa. È stato convocato a fine febbraio negli uffici della polizia scientifica della questura per sottoporsi a un tampone da cui estrarre il dna.
Paolo Baschieri non si è sottratto all’invito arrivato nell’ambito di una nuova inchiesta sul rapimento di Aldo Moro. Come lui anche Giovanni Senzani, di Firenze, ex delle Brigate Rosse, ha prestato il consenso per il tampone. I loro dna e quelli di un’altra decina di ex Br saranno confrontati con i mozziconi di sigarette trovati nella Fiat Giardinetta utilizzata il 16 marzo del 1978 per sequestrare Aldo Moro. Il gip romano Francesco Patrone accogliendo la richiesta della procura ha autorizzato il prelievo di reperti biologici per tutti i condannati in relazione al caso Moro e anche per militanti del gruppo estranei ai fatti. È dunque necessario procedere alla comparazione dei profili dna in tal modo acquisiti con quelli delle persone coinvolte nella strage di via Fani allo scopo di consentire l’individuazione di profili appartenenti a persone diverse da quelle di cui ad oggi è nota la partecipazione criminale» scrive il gip nel provvedimento. L’attività istruttoria stata svolta su disposizione del gip del Tribunale di Roma su richiesta del pm Eugenio Albamonte.
Il dna prelevato verrà comparato, in particolare, con il profilo genetico individuato su alcuni mozziconi di sigarette (sette profili trovati sono rimasti sconosciuti) trovati all’interno dell’auto con targa corpo diplomatico utilizzata dai terroristi per fermare la vettura a bordo della quale viaggiava Moro in via Fani. La comparazione verrà svolta anche su alcuni mozziconi trovati nel covo di via Gradoli dove venne tenuto prigioniero l’allora presidente della Dc. Un atto necessario, secondo i magistrati per consentire l’individuazione di eventuali persone diverse da quelle di cui già si conosce la partecipazione al sequestro e all’uccisione dello statista democristiano. —
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