Il Tirreno

Pisa

in CORTE D’ASsise  

L’assassino di Chiara sarà interrogato in aula

Luca Tronchetti
L’assassino di Chiara sarà interrogato in aula

Niente processo in remoto: il 1° giugno l’udienza con l’imputato reo confesso del delitto della 40enne di Colignola

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san giuliano. Il processo in remoto? Meglio quello in presenza. Perché la tecnologia non potrà mai sostituire l’uomo. Ieri mattina era fissata la prima udienza del processo di Corte d’Assise a Lucca che vede imputato di femminicidio Graziano Zangari, 47 anni, originario della Calabria e residente a Saltocchio con i genitori, autore reo confesso dell’omicidio di Chiara Corrado, 40 anni, di Colignola.

Un delitto avvenuto tra luglio e agosto 2019 con il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, rinvenuto dopo quattro mesi all’interno di un sacco della spazzatura dentro a una roulotte parcheggiata in un campo sull’Aurelia a Torre del Lago.

La Corte d’Assise è presieduta Giuseppe Pezzuti, a latere il giudice Raffaella Poggi e i sei componenti la giuria popolare. Con loro il pubblico ministero, Elena Leone, gli avvocati della difesa (Maurizio Campo e Valerio Vianello Accorretti) e quelli della parte civile in rappresentanza del fratello e di un altro parente della vittima.

Tutti distanziati e con mascherina d’ordinanza come da norme anti pandemia.

La prima novità è emersa quando la Corte e le parti hanno appreso che l’imputato dal carcere di Castrovillari (Cosenza) era stato trasferito nella tarda serata di lunedì al penitenziario di Prato dove era stato sottoposto a tampone e messo in quarantena come prevedono le norme Covid.

Nell’udienza era previsto un collegamento da remoto. Poi sarebbero stati sentiti i testimoni dell’accusa.

L’udienza, tra una prova tecnica e l’altra, è iniziata alle 10,20. Un collegamento video difficoltoso con un audio da rivedere e migliorare.

Nel frattempo però accusa e difesa hanno trovato un importante punto d’equilibrio che snellirà il processo penale riducendolo all’essenziale.

Il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto l’acquisizione di tutti gli atti svolti sino a quel momento e in particolare i due interrogatori effettuati al momento dell’arresto e in convalida dove aveva reso ampia e dettagliata confessione sia sul modo in cui aveva ucciso la donna, sia sul disfacimento del cadavere. A quel punto non ci sarà più bisogno di interrogare e contro interrogare i testimoni dell’accusa e della difesa.

Unico ad essere ascoltato – stavolta in presenza – sarà proprio Zangari. Che verrà tradotto dal carcere di Prato il primo giugno alle 11. Il processo potrebbe concludersi in quel giornata. —

Luca Tronchetti

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