Il Tirreno

Pisa

l’associazione “La Città ecologica” 

«La cittadella dello sport in Gagno non coinvolga il parco pubblico»

«La cittadella dello sport in Gagno non coinvolga il parco pubblico»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un’altra battagli dell’associazione ambientalista “La Città ecologica” che riguarda i piani del Pisa Sc. Dopo il ricorso al Tar contro la cosiddetta variante stadio, una nuova presa di posizione che riguarda, stavolta, il progetto della “cittadella dello sport” a Gagno. L’associazione ribadisce in una nota di essere «favorevole alla realizzazione del nuovo stadio cittadino, ma non a Porta a Lucca. Siamo anche favorevoli – aggiunge – a che la squadra della città si doti di un moderno ed efficiente centro sportivo nel quale far allenare tutte le sue squadre. Siamo invece fermamente contrari a che la pianificazione urbanistica di aree di città sia fatta da privati attraverso compravendite di terreni e proposte di rilevanti interventi al di fuori di un’organica pianificazione pubblica».

In particolare «riteniamo che concentrare in un’area relativamente ristretta di città, oltre tutto a immediato ridosso del sito Unesco, ingenti interventi e funzioni sia un errore sia dal punto di vista della pianificazione urbana che della vivibilità di tutta l’area – prosegue l’associazione –. L’area in cui il Pisa Sc 1909 intenderebbe realizzare il proprio centro sportivo è nel regolamento urbanistico vigente normata nella scheda norma n. 12.1. La scheda, denominata Parco urbano via Pietrasantina, ha una superficie di 170mila mq e prevede per 116.800 mq di verde pubblico e per 53.200 mq area pubblica a verde sportivo, con previsioni di edificazione a supporto della previsione».

Secondo l’associazione «la proposta del centro sportivo privato non è conforme alle previsioni in nessuno dei due comparti. Al limite, e ferme restando le perplessità manifestate in precedenza, si potrebbe, attraverso variante, prevedere il centro sportivo nel comparto 2 di 53.200 mq. Ma il Pisa Sc 1909 parla di realizzare fino a dieci campi di calcio (forse alcuni di dimensioni ridotte), oltre a numerosi edifici anche ricettivi. Quindi il comparto 2 a verde sportivo non sarebbe sufficiente».

L’associazione ambientalista si dice contraria a coinvolgere l’area destinata a verde pubblico nel progetto per alcune ragioni. La prima è che «il parco pubblico urbano è indispensabile per dotare quell’area di città di spazi verdi oggi carenti». Inoltre «potrebbe avere una rilevante funzione turistica stante la sua collocazione all’ingresso nord della città e la prossimità con il parcheggio scambiatore».

In più «il parco pubblico potrebbe valorizzare l’area archeologica presente al suo confine nord, con la realizzazione di un percorso pedonale-ciclabile verso il Tumulo del Principe etrusco».

Per l’associazione sarebbe anche «errato precludersi la possibilità di qualsiasi ampliamento futuro sia del parcheggio scambiatore che del cimitero suburbano, la cui area di rispetto è interna all’area prevista a verde pubblico».

Comunque «ci vorrebbe una variante al regolamento urbanistico – conclude l’associazione – che non potrebbe essere semplificata, come ha sostenuto la giunta Conti, dal momento che sarebbe difficile sostenere l’interesse pubblico per una variante che riguarda un intervento privato in un’area privata, per finalità private». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web