Il Tirreno

Pisa

88 anni e invalida al 100%, niente vaccino

Danilo Renzullo
88 anni e invalida al 100%, niente vaccino

La dose diventa un miraggio a causa della “filiera burocratica” di Asl, medico di base e portale web. La denuncia del figlio

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Danilo Renzullo

pisa. Anziana, invalida al 100% e a forte rischio contagio. Un quadro che presenta tutti i presupposti per ricevere in via prioritaria il vaccino anti-Covid. La “dose” diventa però un miraggio, mentre la “filiera” burocratica tra Asl, medico di base e portali web continua ad alimentare l'odissea di una 88enne pisana per cercare di ottenere una prenotazione.

«Nonostante sia parte delle categorie prioritarie per età e persona con “aumentato rischio clinico per comorbidità” secondo le priorità della seconda fase di vaccinazione, mia madre, 88enne invalida al 100% e convivente con persone a rischio, ancora non conosce la data di vaccinazione», la denuncia del figlio Edoardo Gherardi. «Purtroppo – prosegue –, nonostante diversi solleciti al medico curante, non ci è stata fornita una data per la vaccinazione pur avendo offerto la nostra disponibilità ad essere chiamati anche come possibile “sostituzione” e con breve preavviso. Ciò è davvero assurdo considerando che in Toscana, da oltre un mese, sono in corso le vaccinazioni prioritarie a svariate categorie (avvocati, magistrati, vigili, forze dell'ordine, insegnanti e in ultimo anche detenuti)».

I primi tentativi di prenotazione sul portale regionale si sono infranti di fronte ai limiti di età (riservate a persone tra i 76 e i 79 anni), poi la possibilità (per gli over 80) da metà febbraio di essere vaccinata dal medico di famiglia. «È entrata nella lista del medico curante, ma le poche dosi a disposizione e l'ordine prioritario in base all'età hanno fatto slittare una possibile chiamata a dopo Pasqua», prosegue Gherardi. «Di recente – aggiunge – il portale regionale si è dovuto adeguare alle nuove disposizioni governative che stanno cercando di mettere ordine nella campagna vaccinale, inserendo finalmente anche gli invalidi nelle categorie prioritarie in carico alle Asl, ma ad oggi non è cambiato nulla perché non siamo stati contattati: l'Asl ci rimanda al medico di base e, quest'ultimo, come indicato dalla Regione, ci rimanda all'Asl».

Un rimpallo che continua ad alimentare l'attesa e le preoccupazioni. «Si tratta di un'anziana che convive con due nipoti, giovani studenti, e due adulti lavoratori. Nonostante tutte le precauzioni è un soggetto a forte rischio contagio», aggiunge Gherardi, che ha rinunciato anche all'assistenza esterna di una badante per ridurre i contatti dell'anziana madre. «La Toscana ha una delle percentuali più basse in Italia di vaccinati nella fascia più a rischio (over 80). Una situazione che raffrontata all'altro dato che vede la Toscana in buona posizione per numero totale di somministrazioni indica che le dosi sono state mal distribuite, penalizzando le fasce di età a forte rischio. Questi ritardi e questa disorganizzazione sono inaccettabili e determineranno inevitabilmente delle vittime innocenti», conclude Gherardi invitando a rivedere l'organizzazione del piano vaccinale regionale. —

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