Il Tirreno

Pisa

L’invasione dei sassini resta senza protezioni - Foto

Pietro Barghigiani
L’invasione dei sassini resta senza protezioni - Foto

Marina di Pisa: l’ultima mareggiata torna a mostrare la vulnerabilità delle spiagge di ghiaia

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Una replica, meno invasiva, di quello che era successo a fine gennaio. Il mare si gonfia per il vento e i sassini finiscono sulla litoranea. E a corredo la mareggiata provoca pure l’allagamento di un paio di strade.

Marina anche domenica 14 marzo si è svegliata con il solito cruccio. Spazzate dal vento le spiagge di ghiaia hanno mostrato di nuovo una vulnerabilità evidente. Non su tutto il tratto del lungomare. La parte più debole si è rivelata quella all’altezza di via Duodi. L’immagine della litoranea asciutta e senza sassini e quella nella versione invasa dai ciottoli dà il senso di un’opera idraulica che fornisce risposte azzoppate. Via Duodi è finita sott’acqua e qualche allagamento si è verificato anche in via Moriconi.

In mattinata il sindaco Michele Conti si è presentato nella strada più colpita dagli effetti della mareggiata. Sul posto polizia municipale e Protezione civile. Nel giro qualche ora la situazione è tornata alla normalità.

Per Edoardo Ziello, deputato della Lega e segretario cittadino del Carroccio, quella di ieri non è stata «una buona domenica per la nostra città. Marina di Pisa è stata colpita, nuovamente, da un’intensa mareggiata che ha scagliato migliaia di sassi sulla litoranea, danneggiando tutte le attività commerciali e le abitazioni limitrofe. La Regione Toscana deve accelerare i lavori sulle dighe frangiflutti perché questo scempio non pi tollerabile".

Il fenomeno degli allagamenti e i ciottoli scaraventati dalla forza del mare agitato sulla strada si verifica spesso in caso di mareggiate e da tempo il Comune chiede alla Regione Toscana, che ne ha la competenza, un intervento risolutivo sulle scogliere frangiflutti.

Dopo l’ultima invasione di acqua e sassi su strade e attività commerciali, il sindaco aveva fatto appello al presidente Eugenio Giani, «affinché la Regione si renda disponibile a sedersi a un tavolo tecnico con il Comune e tutti gli enti interessati, per finanziare delle opere di difesa idraulica che riescano una volta per tutte a difendere Marina di Pisa dal mare. In quel tratto specifico la Regione doveva da tempo eseguire degli interventi che ha rimandato. Chiedo che vengano eseguiti tempestivamente e che si apra contemporaneamente una discussione fattiva per affrontare il problema in maniera complessiva e definitiva». Conti al termine del sopralluogo sottolinea che l’esito della sfuriata del mare ha provocato meno problemi rispetto alle ultime volte. «Ma i disagi in quel tratto di strada si ripetono: per questo la Regione deve accelerare con i lavori in corso sulle dighe soffolte».

Ieri, in misura minore, si è riproposta l’inadeguatezza di un tratto del litorale alle prese con spiagge di ghiaia deboli protezioni rapide nel soccombere quando il mare si ingrossa.

Simona Rindi, presidente del Centro commerciale naturale di Marina, posta sul suo profilo Facebook una foto significativa. Il tratto della litoranea fino al bar Zenith è asciutto e senza sassi. Dopo l’asfalto è lastricato di ciottoli. «Un disastro e poi chiedetemi perché quando si parla di lungomare chiuso mi sembra un discorso stupido – scrive –. Va messa subito via Moriconi a senso unico. Abbiamo le case devastate dalle crepe. Faremo una raccolta firme da consegnare al sindaco». —

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