Il Tirreno

Pisa

il disastro dei monti pisani: Il processo 

Piromane, il Covid fa slittare la sentenza sul caso Franceschi

Pietro Barghigiani
Piromane, il Covid fa slittare la sentenza sul caso Franceschi

Tra le circa 200 udienze rinviate c’è anche quella fissata per il verdetto del Tribunale dopo le repliche di pm e difesa

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CALCI. Nelle quasi 200 udienze slittate a causa del Covid in Tribunale compare anche quella che si sarebbe conclusa con la sentenza sul rogo dei Monti Pisani.

Il programma della mattinata di ieri prevedeva le eventuali repliche del pm Flavia Alemi, delle parti civili e della difesa dell’imputato, Giacomo Franceschi, il 39enne ex volontario dell’antincendio boschivo “Paolo Logli” accusato di incendio boschivo doloso e disastro ambientale. Reati per i quali il pm ha chiesto una condanna a 15 anni. Una pena a cui si sono associate le parti civili. Per l’avvocato Mario De Giorgio l’imputato va assolto perché non ha commesso il fatto.

Finora le parti processuali non hanno ricevuto la comunicazione della nuova data in cui celebrare l’udienza a chiusura del primo grado di giudizio di un processo che ha avuto per l’estensione dell’incendio un clamore nazionale.

Secondo la Procura Franceschi la sera del 24 settembre 2018 agì con premeditazione «per fare più danni possibili».

Opposta l’interpretazione della difesa secondo la quale nel «processo gli indizi portati in aula dall’accusa non sono stati gravi, precisi e concordanti. Non è stata accertata una colpevolezza attribuibile oltre ogni ragionevole dubbio. E per questo Giacomo Franceschi va assolto».

E sulla contestazione di aver confessato al momento del fermo il 18 dicembre 2018, l’avvocato De Giorgio sottolinea: «Franceschi non ha confessato di essere l’autore del rogo. Fa mettere a verbale di aver bruciato uno scontrino di carta chimica e di non essere sicuro che quello sia stato l’origine dell’incendio. È stata una confessione sui generis a sostegno della quale gli inquirenti non hanno portato riscontri. Si sono fermati a quelle dichiarazioni ignorando altre piste».

Sulla presenza di Franceschi al volante della Panda celeste che alle 19,49 del 24 settembre 2018 scende dal Serra, il difensore ribadisce l’assenza del cellulare del volontario nell’abitacolo. E che anche la perizia del consulente dell’accusa non colloca il telefonino dell’imputato sul Serra nella fascia oraria compatibile con la propagazione dell’incendio. —
 

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