Meteo
La Regione manda nel caos le farmacie
Annunciato il via ai tamponi rapidi gratis per la popolazione studentesca: ecco la mappa in provincia di Pisa. Ma i privati si smarcano e protestano
PISA. L'unica comunicazione è stata recapitata venerdì 12 marzo nelle caselle di posta elettronica con allegata la delibera con cui la giunta regionale ha deciso di mettere in campo quella che il presidente della Toscana Eugenio Giani ha definito una «strategia preventiva per isolare il più possibile i casi di infezione e abbassare il tasso di contagio tra la popolazione».
Le farmacie private pisane si smarcano però dall'iniziativa intrapresa dalla Regione grazie ad un accordo con le organizzazioni sindacali Federfarma e Cispel che prevede, su base volontaria, l'effettuazione gratuita di un tampone antigenico rapido al mese per tutta la popolazione scolastica (studenti e personale docente e non) e loro familiari (genitori, fratelli e nonni) e a prezzi calmierati per il resto della popolazione: massimo 22 euro per il test antigenico e 20 per il test sierologico. «Abbiamo appreso solo a seguito dei comunicati della Regione relativi alla delibera di “esecuzione di test sierologici e tamponi rapidi presso le farmacie del territorio”, del ruolo attribuitoci, in assenza di alcun preventivo contatto, concertazione e assenso», la risposta delle farmacie Petri e Raimo di Pisa e Gasperini di Ponsacco. Le tre farmacie sono state incluse nell'elenco (provvisorio) delle sette farmacie della provincia di Pisa stilato dalla Regione, individuate tra quelle che nei mesi scorsi avevano avviato il servizio per l'effettuazione dei tamponi e dei test sulla base di un'iniziativa nazionale, ma non aderito a quella della Regione che presuppone spazi adeguati, un aumento della forza lavoro e una minuziosa organizzazione per soddisfare le richieste di un potenziale, ampio, bacino di utenza: decine di migliaia di persone solo a Pisa. «L’attivazione del decreto richiede un'organizzazione e un’attività per le farmacie che va oltre le reali possibilità, sia in termini organizzativi che economici – sottolineano le tre farmacie –. L’aver dato risonanza anche mediatica alla delibera sta già comportando difficoltà alle nostre aziende che si trovano nell’impossibilità e nell’incapacità di dare risposte per ora immediate e, in questi termini anche successivamente, all’utenza». L'adesione è stata invece confermata dalle quattro farmacie comunali inserite nell'elenco provvisorio: quella di Cascina di corso Matteotti, che resta in attesa di comunicazioni ufficiali della Regione per attivare il servizio che si svolgerà in collaborazione con la Pubblica Assistenza in una struttura ad hoc, e le tre di Pontedera, dove è previsto l'allestimento di gazebo esterni riservati al servizio che, presumibilmente, partirà tra circa una settimana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
