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Pisa

ex anestesista di cisanello alla sbarra 

L’alibi di Giuliana: «Non c’ero non so nulla del testamento»

P.B.
L’alibi di Giuliana: «Non c’ero non so nulla del testamento»

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pisa. «Il giorno in cui la Procura sostiene che la mia cliente avrebbe corretto il testamento con Marzia Corini, Giuliana era da un’altra parte e c’è un testimone che può fornire un alibi di ferro».

È uno dei passaggi dell’arringa difensiva dell’avvocato Valentina Antonini, difensore della professionista Giuliana Feliciani, accusata di falso e circonvenzione di incapace nel processo per la morte dell’avvocato Marco Valerio Corini, ex collega di studio, avvenuta il 25 settembre 2015 nella sua villa di Ameglia. È sotto processo con l’imputazione di omicidio anche la sorella del legale morto, Marzia Corini, ex anestesista di Cisanello, accusata di aver accelerato la morte del fratello in fase terminale dopo aver lottato contro un tumore e averne modificato il testamento a suo favore. Per lei il pm ha chiesto una condanna a 23 anni di reclusione.

«Sono rimaste nell’aria le dichiarazioni dei tre testimoni (ex fidanzata di Corini, un amico e una ex collaboratrice dello studio Feliciani, ndr) – afferma l’avvocato Antonini –. La loro attendibilità è stata messa in discussione in modo netto. Anzi, direi che c’è una pietra tombale su quanto hanno sostenuto finora».

L’avvocato Feliciani è accusata di aver modificato con il concorso della dottoressa Corini il testamento di Marco Valerio attribuendosi 400mila euro, mentre la sorella avrebbe dovuto ereditare un milione di euro.

«Giuliana il giorno 18 era da un’altra parte e non con la Corini – aggiunge il legale Antonini –. C’è un testimone che lo può affermare e l’alibi fornito è di ferro. Erano insieme il giorno che per la Procura la mia cliente con Marzia avrebbero cambiato il testamento. Che fosse in un altro luogo lo provano anche le tracciature delle celle telefoniche».

Per il difensore, la coimputata Feliciani aveva un rapporto stretto e di fiducia con il defunto collega che nel maggio 2015, con la salute ormai compromessa, le scrisse un sms: «Grazie per tutto quello che potrai fare per me».

Prossima udienza il 22 marzo. —

P.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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