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Contagi in Tribunale, saltano i processi
Da ieri e fino a venerdì compreso rinvio d’ufficio per decine di udienze. I casi nella cancelleria penale del dibattimento
pisa. La notizia è arrivata via social alle 6,41 attraverso il canale Telegram del Tribunale: «Il personale dell’ufficio dibattimento per motivi precauzionali non è presente in ufficio. Pertanto tutte le udienze della settimana in corso sono rinviate. Gli appuntamenti presso la cancelleria del dibattimento per questa settimana sono sospesi. Nuovi appuntamenti saranno tempestivamente dati d’ufficio. La casella per deposito degli atti resta presidiata».
Le comunicazioni sono state formalizzate e inviate anche all’Ordine degli avvocati e alla Camera Penale.
All’origine della decisione della presidente del Tribunale, Maria Giuliana Civinini, l’estensione dei contagi nella cancelleria del dibattimento penale dove già nei giorni scorsi c’era stato un primo caso che aveva indotto alla sanificazione di due aule dove si tengono le udienze.
Ieri mattina gli altri uffici del palazzo sono rimasti aperti con il consueto obbligo degli appuntamenti per poter accedere nelle stanze e al personale. L’udienza gip, in camera di consiglio, si è svolta senza ritardi, mentre sono saltati 80 processi distribuiti su due giudici monocratici.
Oggi ne saranno rinviati 77 e giovedì una quarantina.
Lo stop è valido fino a venerdì compreso e non riguarda le cause civili che vengono discusse al secondo piano, né quelle di lavoro al piano terra. L’ala del primo piano riservata alla cancelleria penale del dibattimento e le tre aule delle udienze penali sono, invece, interdette all’accesso.
L’eventualità che il blocco possa essere esteso anche dal 15 al 19 marzo non è campata in aria. La scelta sarà comunicata entro la fine della settimana sulla base dei test e della possibile trasmissibilità del virus al resto del personale giudiziario.
Nei mesi scorsi c’erano stati altri contagi tra chi lavora e frequenta il Tribunale, ma non si era resa necessaria la decisione di rinviare le udienze per evitare l’afflusso di legali, imputati e testimoni.
Anche se in alcune occasioni è capitato che una trentina di processi fossero stati fissati tutti alle 9 con il risultato di creare una folla di avvocati e clienti invitati dal giudice a uscire trasformando così l’anticamera dell’aula in un bivacco. —
P.B.
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