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Uomini in piazza accanto alle donne «Perché la violenza è un nostro problema»

Sara Venchiarutti
Uomini in piazza accanto alle donne «Perché la violenza è un nostro problema»

Mascherine e scarpe rosse per tutti nell’iniziativa andata in scena in piazza dei Miracoli e a Pontasserchio

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pisa. Un filo rosso che unisce persone di tutte le età, uomini e donne. E che non cade a terra soltanto se sono tutti a sorreggerlo, con uguale senso di responsabilità. Così ieri mattina a Pisa il Pd provinciale, i Giovani democratici e la Conferenza delle donne democratiche hanno voluto riportare l’attenzione sul tema della violenza di genere in vista della giornata internazionale della donna. Un flash mob vista Torre, replicato poi anche a Pontasserchio, nel pieno rispetto delle normative anti covid, per dire «Mai più sole». Perché «la violenza contro le donne è un problema che riguarda gli uomini», sottolinea la commissaria provinciale Pd e presidente della Commissione di inchiesta del senato sul femminicidio e la violenza di genere, Valeria Valente. «Oggi – spiega – con manifestazioni in tutta Italia, crediamo che si possa segnare il cambio di passo necessario, che prima di tutto deve essere culturale, accompagnato da una responsabilizzazione degli uomini. Fino a che non costruiremo una società effettivamente paritaria, non sconfiggeremo mai la violenza maschile sulle donne. Purtroppo i dati dicono che ci vorranno dai 50 ai 60 anni, ma per accelerare questo processo ognuno è chiamato a fare la sua parte». E in prima fila, al fianco delle donne, c’erano anche gli uomini. Circa una 50ina i partecipanti, tutti con la mascherina, rigorosamente rossa. «Noi uomini non possiamo girarci dall’altra parte», afferma Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale. «La pandemia ha aggravato il problema della violenza domestica, e allora come istituzioni dobbiamo aumentare l’azione pubblica a sostegno di tutte quelle donne continuando ad investire nei centri antiviolenza». E se sono state diverse le conquiste per la parità e i diritti delle donne, la strada da percorrere è ancora lunga. «A partire dal mondo del lavoro – ricorda l’assessora regionale all’istruzione e alle politiche di genere Alessandra Nardini – dove esiste ancora un gap evidente. Occorre partire dalla cultura e il ruolo della scuola e delle famiglie è fondamentale nell’educare alla non violenza e al rispetto. Il cambiamento di cui abbiamo bisogno chiama in causa l’intera società e parte proprio dalle nuove generazioni». Nuove generazioni che ieri erano ben presenti, tra cui Francesco Suppressa: «Come Giovani democratici in questo periodo abbiamo promosso diversi dibattiti online sul tema della violenza sulle donne, ma anche su altri problemi come la parità di genere o le differenze salariali. Sono ancora tante le battaglie da affrontare insieme, ma da parte delle nuove generazioni vedo una consapevolezza e anche un interesse maggiori, non solo fra le donne. Un’attenzione che cresce, ma ancora insufficiente. Bisogna migliorare sempre di più». —

Sara Venchiarutti

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