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Codice Rosa, una segnalazione ogni 3 giorni
pisa. In due mesi, tra gennaio e febbraio 2021, sono state 19 le segnalazioni al Codice Rosa dal pronto soccorso o forze dell’ordine. In pratica una ogni tre giorni. Tante e tendenzialmente in aumento rispetto all’anno precedente quando, in totale, furono 63 le segnalazione. per un totale nell’anno “nero” della pandemia di 82 casi di violenza e maltrattamento segnalati attraverso questo canale nella sola Zona Pisana.
È una vera e propria emergenza quella descritta anche dai numeri del Programma operativo di accoglienza e accompagnamento delle donne alla fuoriuscita dalla violenza, il mosaico d’interventi messo in campo dalla Società della Salute Pisana, coordinato da un’equipe multiprofessionale composta da un’assistente sociale dedicata, una psicologa del consultorio e una risorsa amministrativa e che si avvale di una pluralità di strumenti in tutte le fasi della presa in carico: dall’accoglienza in emergenza (gestita dall’associazione “Donne in Movimento”) al Telefono Donna a allo Sportello di Ascolto di accoglienza immediata (gestito dall’associazione “Casa della Donna” e dal Centro anti-violenza della Provincia di Pisa), passando per la casa rifugio (sempre gestita da “Casa della Donna”), l’appartamento per la convivenza guidata e, dal 2018, la casa di seconda accoglienza (entrambi gestiti dalla Cooperativa sociale Arnera) oltre ai percorsi di consapevolezza e cambiamento rivolti agli uomini maltrattanti indirizzati al servizio sociale dall’associazione “Nuovo Maschile”.
«I casi emersi attraverso il Codice Rosa sono la testimonianza concreta, purtroppo, di un’emergenza che è andata crescendo nei mesi della pandemia e a cui abbiamo fatto fronte con mettendo in campo tutti i nostri servizi – sottolinea la Presidente della SdS Pisana Gianna Gambaccini facendo il punto alla vigilia della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo-: abbiamo anche elaborato linee condivise con Aoup e Asl che, nei prossimi mesi, confluiranno anche in un accordo formale».
I contatti con il “Telefono Donna” (050.561628, attivo tutti i giorni h24) del Centro antiviolenza hanno registrato un’impennata soprattutto nel primo semestre del 2020 (+12,8% rispetto al 2019) con un picco tra giugno e luglio. «Ma ad un aumento delle chiamate non è corrisposto un aumento delle denunce o degli allontanamenti perché il lockdown ha dato ai maltrattanti due elementi fondamentali per loro – prosegue Gambaccini-: il maggiore isolamento cui sono state costrette le vittime e il maggior controllo esercitato nei loro confronti».
Ampio il mosaico di interventi per il contrasto alla violenza sulle donne. Nel 2020 nella casa d’emergenza ad indirizzo segreto sono state accolte 21 donne, insieme a nove minori, mentre la “Casa Rifugio” cinque donne con altrettanti minori, l’appartamento dedicato alla convivenza guidata tre donne e quattro minori e l’abitazione dedicata all’autonomia due donne con due minori. Una cinquantina, invece, gli uomini maltrattanti indirizzati dal servizio sociale verso l’associazione “Nuovo maschile”
Circa 50 uomini hanno contattato Nuovo Maschile per fare un percorso personale o di gruppo. —
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