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Pisa

varianti covid: la situazione in pediatria 

«Una terza ondata è possibile, pronti a affrontarla anche qui»

Valentina Landucci
«Una terza ondata è possibile, pronti a affrontarla anche qui»

Il direttore del reparto al Santa Chiara: «Situazione sotto controllo, nessun caso grave, né una particolare incidenza tra i bambini»

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Valentina Landucci

pisa. «Attualmente la situazione è sotto controllo e mi sento di poter tranquillizzare. Tuttavia il quadro epidemiologico indica che stiamo andando verso una terza ondata che siamo pronti ad affrontare anche in età pediatrica». Lo afferma il professor Diego Peroni, direttore dell’unità operativa di pediatria al Santa Chiara ormai da tempo attrezzata per la gestione dei pazienti più piccoli contagiati da Covid-19.

Un tema, quello dei minori e dell’incidenza del virus, tornato a far discutere in relazione alla maggiore incidenza della variante inglese del virus nelle fasce di età più basse. «Il tasso di incidenza sta crescendo in età scolastica – ha dichiarato nei giorni scorsi il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza – e ciò potrebbe essere conseguenza delle varianti che infettano di più i bambini ma senza forme gravi. Quest’ultimo è un elemento di cui tenere conto». Considerazione collegata alla necessità di prevedere anche nelle zone arancioni (come attualmente è la Toscana) a fronte di focolai o alta incidenza di casi la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

«Al momento – spiega il professor Peroni – non abbiamo indicazioni precise rispetto alla situazione delle varianti. In questa fase per quanto abbiamo potuto vedere riguardo ai bambini non c’è un’esplosione di casi. Dunque siamo ancora, relativamente, tranquilli».

Motivi di preoccupazione, certamente ce ne sono e riguardano i casi, purtroppo esistenti ma molto contenuti, «di complicanze da patologia da Covid multisistemica – aggiunge il medico pisano –. Da settembre siamo purtroppo al decimo caso in Toscana con una ragazzina ricoverata al Meyer. A Pisa per ora casi così complicati non ne abbiamo visti e questo è per noi già molto importante». Negli ultimi mesi non ci sarebbero state situazioni di particolare incidenza tra i neonati, registrate invece in una prima fase della pandemia. I più piccoli si ammalano prevalentemente in età pre-adolescenziale e adolescenziale.

«Cosa mi aspetto per il futuro? – prosegue Peroni –. L’epidemiologia della patologia è quella nota, quindi dobbiamo essere pronti e preparati a una terza ondata anche in età pediatrica. Al momento non ci sono né devono esserci limitazioni per le scuole ma la situazione è in evoluzione e siamo preparati ad affrontarla». Il reparto ha messo a punto un’efficiente ed efficace strategia di gestione delle situazioni di contagio per bambini e ragazzi. «A Pisa – conclude Peroni – abbiamo un numero di stanze dedicate al Covid adeguato e se i casi dovessero aumentare siamo pronti ad incrementarle ulteriormente. Inoltre siamo all’interno della rete pediatrica regionale che assicura che il bambino sia seguito in tutte le fasi di severità della patologia». —

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