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«Scarsa attenzione e rispetto per le istituzioni e la storia»
pisa. Ci sono anche i protagonisti delle manifestazioni storiche pisane, cioè i balestrieri, i rappresentanti del mazzascudo, i musici e gli sbandieratori, i rappresentanti del gruppo di rievocazione storica Ordo Civitas, tra i pisani “arrabbiati” per l’invasione di campo fiorentina sull’intitolazione e la regionalizzazione del Capodanno Pisano. «Relativamente all’iniziativa del presidente della Regione Giani e del presidente del consiglio regionale Mazzeo di intitolare il Capodanno Pisano alla figura di Renato Fucini, condividiamo totalmente, sia nella forma che nei contenuti, i sentimenti di sconcerto espressi dall’assessore Bedini», scrivono Cristiano Scarpellini per i Balestrieri di Porta San Marco, Massimo Catastini per i Mazzascudo, Antonio Pucciarelli del gruppo Musici Sbandieratori Città di Pisa e Massimo Catastini di Ordo Civitas Pisarum.
«Aggiungiamo inoltre amarezza e sgomento per quanto avvenuto, nella piena non conoscenza della storia e nella totale superficialità formale che ha visto il mancato coinvolgimento dell’istituzione che rappresenta tutta la comunità pisana – proseguono –. Amarezza perché da anni abbiamo sempre reso pubblico, con documenti storici, che il Capodanno Pisano ha una sua peculiarità che lo contraddistingue da quanto veniva celebrato in altri comuni toscani. I Pisani facevano partire il nuovo anno con nove mesi di anticipo, mentre gli altri ne posticipavano l’inizio solo di tre mesi. Sappiamo che la legge regionale 46/2015 parla per la data di tale rievocazione, del “Capodanno Toscano”, ma è un’attribuzione impropria, perché in tale data si festeggiano Capodanni tra loro diversi; sarebbe più opportuno parlare nella legge di “Capodanni Toscani”, lasciando ai vari territori l’autonomia di organizzare i festeggiamenti secondo le proprie tradizioni. L’abbinamento con la dedica di questa festività che ha particolari riferimenti liturgici e storici a Renato Fucini ci sembra inoltre fuori luogo o quanto meno forzato. Renato Fucini poteva essere ricordato per la sua vita trascorsa a Pisa, in qualsiasi altra data, magari con eventi più mirati e di maggior risalto, non certo come secondo partner di un evento così importante come il Capodanno. Lo sconcerto inoltre è indubbiamente per la forma con cui è stata completamente ignorata la comunità di tutti i pisani, non interpellando né informando il nostro Comune. Noi siamo cultori della storia di cui siamo sicuramente gelosi, ma siamo uomini del terzo millennio che vivono una realtà democratica che si basa sul rispetto delle istituzioni. Rispetto a cui noi quotidianamente ci uniformiamo, ma che pretendiamo di ricevere anche dagli altri. Chi dimostra scarsa attenzione o poco rispetto alle nostre democratiche istituzioni e alla nostra storia, lo dimostra di conseguenza verso tutti noi cittadini e verso le nostre associazioni che sono cultura e tradizione del territorio». —
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