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Pisa

il presidio 

Prima il distacco del gas, poi l’acqua sit-in sotto la Società della salute

Sara Venchiarutti
Prima il distacco del gas, poi l’acqua sit-in sotto la Società della salute

Il pensionato “vittima” del provvedimento: «Non è che non volessi pagare le bollette. Sono rimasto disoccupato per 7 anni» 

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pisa. Prima il gas, poi qualche giorno fa è toccato all’acqua. Staccata.

«Un giorno sono arrivati e hanno tolto il contatore», racconta il protagonista di questa vicenda, il signor Fausto, pensionato residente in via Matteucci a Pisa, che l’altra mattina ha avuto un incontro con la Società della salute (Sds) per cercare di risolvere la propria situazione.

Il distacco delle utenze da parte di Acque spa ha coinvolto l’intero nucleo familiare ed è avvenuto a causa di «un debito pregresso che va dal 2003 e che ora è arrivato a 2.400 euro di acqua», spiega Fausto. «Non è che non volessi pagare le bollette. Sono rimasto disoccupato dal 2001 fino al 2018 e riuscivo a pagare l’acqua solo con le sovvenzioni dei servizi sociali. Però le bollette si sono comunque accumulate. Ho spiegato che non è giusto rimanere senza acqua, anche perché con me vivono due persone invalide. E si trovano in questa situazione anche altre famiglie».

A sostegno della richiesta l’Unione sindacale di base ha indetto un presidio di fronte alla sede della Sds di via Saragat proprio durante l’incontro.

«Si tratta di una famiglia in gravi difficoltà economiche, tra l’altro seguita regolarmente dalla stessa Società della salute», sottolinea per l’Usb Cinzia Della Porta. «Già in tempi normali l’acqua è un bene essenziale e primario. Staccarla in un momento di crisi come questo è per noi un fatto gravissimo. Senza contare che l’acqua è privatizzata malgrado l’esito contrario del referendum del 2011. Nonostante i discorsi sulla solidarietà, il sostegno ai bisognosi si vede con atti concreti. Per questo chiediamo che l’acqua venga riattaccata e che le istituzioni e le strutture locali prendano in carico questa situazione, insieme alle altre che la pandemia ha ulteriormente aggravato».

Ha partecipato all’incontro con la Sds anche Fabrizia Casalini di Asia-Usb, che elenca quali saranno le prossime mosse: «La Società della salute può solo fare una dichiarazione di presa in carico da parte dei servizi sociali. Con questa chiederemo una rateizzazione più accettabile tramite un’interlocutrice della Società della salute, sperando che Acque spa accettino. Il problema però è a monte – spiega –. Da un lato c’è una società per azioni che ovviamente vuole guadagnare. Dall’altro c’è il problema della quantità delle risorse che arrivano agli enti assistenziali, stanziate in base alle scelte delle istituzioni pubbliche locali e vincolate a dei regolamenti. E, se dovesse essere necessario, faremo affidamento alla giurisprudenza, secondo cui è illegittimo togliere completamente l’acqua».

A dare il proprio appoggio anche “Potere al popolo!”: «Ci hanno detto che sarebbe andato tutto bene, ma come al solito sono le famiglie più povere ad essere abbandonate al loro destino», denuncia Mauro Solida del coordinamento pisano. —

Sara Venchiarutti

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