Il presidio
Imprenditore assolto dall'accusa di false fatture
Il tribunale di Pisa: «Il fatto non sussiste». Il titolare della New Taurus Viaggi: «Dedico la sentenza a mia moglie che non c’è più»
Pisa. Un’assoluzione piena con la formula «perché il fatto non sussiste» chiude con una soddisfazione legittima, offuscata dalla durata del processo, una vicenda deflagrata nel novembre 2014 con l’inchiesta “Medici low cost”.
Roberto Pasqui, titolare dell’agenzia “New Taurus Viaggi” era accusato con la moglie, Patrizia Ulivieri, nel frattempo deceduta, di aver predisposto fatture false per i viaggi all’estero dei pediatri pagati dalle case produttrici di latte in polvere.
Difeso dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, l’imprenditore pisano è stato assolto dal giudice Beatrice Dani. Stessa sentenza per Elena Bacciardi, all’epoca impiegata della “Berlina Viaggi”, assistita dall’avvocato Serena Caputo.
«Sono soddisfatto anche se i tempi sono stati lunghi – commenta al Tirreno, Roberto Pasqui –. Non è stato piacevole ritrovarsi sui giornali e accusato per fatti che ora un giudice ha dichiarato non sussistere. Dedico questa assoluzione a mia moglie che purtroppo non c’è più. È una vittoria morale mia e anche nei confronti di Patrizia. Lo dico senza alcun spirito polemico, ma tutto quel clamore mediatico all’epoca non so se fosse proprio giustificato».
Nel marzo 2018 il gup Pietro Murano aveva prosciolto medici e informatici scientifici.
Il 21 novembre 2014 i carabinieri ne arrestarono diciotto: dodici pediatri, un manager e cinque informatori delle case produttrici di latte in polvere.
L’accusa, dopo le indagini dei carabinieri del Nas di Livorno, era quella di corruzione.
In cambio di buoni da spendere per fare vacanze all’estero o in Italia, i pediatri avrebbero indicato alle mamme i prodotti dei marchi che più investivano in queste pubbliche relazioni ritenute di ispirazione corruttiva.
E l’agenzia di Pasqui e Ulivieri sarebbe stato lo snodo in cui confezionare i viaggi all’apparenza organizzati per convegni scientifici, ma che in realtà erano solo di piacere per il medico e i suoi familiari.
L’ipotesi di reato di false fatture non è stata dimostrata e la sentenza per Pasqui e Bacciardi chiude con un’assoluzione senza ombre una vicenda che da tempo nel filone principale stenta a trovare un nuovo approdo giudiziario.
La Procura aveva fatto ricorso contro i proscioglimenti, ma ancora non è stata fissata l’udienza d’appello. —P.B.
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