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«Capodanno e Fucini, siamo sbalorditi»
Bedini: Giani e Mazzeo non ci hanno nemmeno avvertiti Spero in un incontro per evitare altri sgradevoli incidenti
PISA. Il Capodanno Pisano torna ad essere terreno di polemiche tra Palazzo Gambacorti e la Regione. Era già successo nel 2015, quando l’attuale presidente Eugenio Giani ricopriva la carica di presidente del consiglio regionale. Si ripete ora con l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini che attacca Giani e il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo dopo l’annuncio che l’evento del prossimo 25 marzo avrebbe avuto una valenza regionale abbinandolo a Renato Fucini. «Il Capodanno pisano è pisano – esordisce l’assessore –. L’inizio dell’anno fatto coincidere con la festività liturgica dell’Annunciazione, il 25 marzo, non è esclusivamente pisano, ma è peculiarità tutta pisana quella di anticipare l’anno nuovo e non, come nelle altre città, di far iniziare l’anno in ritardo: così lo stile pisano è sempre avanti di un anno. Impensabile voler fare del Capodanno pisano il Capodanno toscano».
Bedini affronta poi la questione Fucini: «Un altro elemento che lascia perplessi e che poteva essere gestito diversamente è l’abbinamento con la figura di Renato Fucini. Senza nulla togliere niente al grande letterato maremmano, ritengo che il Capodanno pisano sia una ricorrenza che non ha bisogno di abbinamenti: si tratta di un evento storico, con una precisa matrice religiosa, e non di una giornata di studi o di un torneo sportivo, per cui non si vede la necessità di celebrare proprio il 25 marzo di quest’anno anche il centesimo anniversario della morte di Fucini». Poi l’affondo più politico da parte dell’assessore: «Quanto al metodo, né il sindaco, né io e nessun altro della giunta è stato contattato anche solo per annunciare l’iniziativa proposta dalla Regione. È un modo di procedere che lascia sbalorditi, a meno che qualcuno non si sia messo in testa di commissariare il Comune di Pisa. Al di là comunque di questo, che possiamo definire uno sgradevole incidente – conclude Bedini –, voglio rinnovare a Giani, che so essere cultore della storia e delle tradizioni locali, la disponibilità dell’amministrazione e mia personale a incontrarci in modo che non si verifichino più spiacevoli episodi».
Il Capodanno Pisano non è nuovo a queste polemiche. Nel 2015, infatti, la Regione per voce dell’allora presidente del consiglio Eugenio Giani annunciò di voler istituire quattro feste per celebrare l'identità regionale e tra queste il Capodanno Toscano il 25 marzo. In quell’occasione la difesa di Pisa venne presa dall’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi (attuale consigliere del governatore proprio per le manifestazioni storiche) che aveva rilanciato in grande stile la celebrazione sotto la Torre con a sua volta un perentorio: «Il nostro capodanno è solo pisano».
In quell’occasione la Regione Toscana fece un passo indietro riconoscendo a Pisa di essere comunque la capofila delle celebrazioni del 25 marzo. —
Daniele Benvenuti
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