Il Tirreno

Pisa

la polemica 

Le barriere allo Scotto dividono «Uno scempio, vanno rimosse»

Francesco Loi

Nuove cancellate sul camminamento del bastione contro spaccio e degrado «Non può essere questa la soluzione, i luoghi devono essere prima riqualificati»

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Francesco Loi

PISA. «Quelle cancellate sono uno scempio, vanno subito rimosse». Le barriere antiscavalco al Giardino Scotto scatenano la polemica immediata. Prevedibile. Era già successo per la cancellata in Borgo. La giunta comunale interviene così. E anche nel caso dello Scotto su segnalazione dei residenti. L’obiettivo della nuova cancellata «è mettere in sicurezza – ha detto l’amministrazione – la galleria che si trova nella parte alta del Giardino Scotto dove si registrano evidenti fenomeni di spaccio e degrado.

«Invece di riqualificare e di riaprire il camminamento romantico del Giardino Scotto non si trova altra soluzione che installare barriere», protesta il consigliere comunale Marco Biondi (Pd). «Dopo via Sant’Orsola, dove è stato messo un cancello per chiudere la strada, il nuovo mood della riqualificazione di questa amministrazione sono barriere e cancelli». Per Biondi la “filosofia” dovrebbe essere un’altra: «Degrado e spaccio non si risolvono chiudendo i luoghi. Perseguire questa strada porta poco lontani. Può sembrare una vittoria illusoria nel breve, ma presto questi soggetti troveranno un altro luogo e così via. A quel punto cosa avrà ottenuto l’amministrazione? Forse tanti luoghi chiusi e privati all’uso pubblico. Quante volte abbiamo chiesto in consiglio comunale un progetto di riqualificazione dello spazio verde in corrispondenza del fossato dello Scotto e una maggiore illuminazione, ma gli atti sono sempre stati bocciati dalla maggioranza. Rafforzare in chiave preventiva i nostri presidi sociali e migliorare i luoghi è l’unica strada».

«Un giardino, emblema di socializzazione e di apertura, viene diviso in due da delle sbarre», intervengono così nel vivace dibattito anche le Sardine pisane. «Non c’è nulla da festeggiare. Ormai sappiamo tutti che per la destra l’obiettivo non è risolvere i problemi, ma compiere atti, spesso con capro espiatorio, volte solo a raccogliere disperato consenso e dare una vaga ed erronea immagine di impegno per il bene pubblico. Condanniamo la scelta, torneremo in campo».

Anche il movimento “Una città in comune”, espressione della sinistra radicale e del gruppo consiliare Diritti in comune va all’attacco: «L’ultimo, incredibile intervento della giunta Conti in nome del “decoro” e della sicurezza ha deturpato il nostro parco cittadino più amato: per impedire l’accesso ai camminamenti del Giardino Scotto sono state in fretta e furia installate orribili cancellate fatte con reti e tubi. Si tratta di un profondo sfregio inflitto a Pisa e al diritto dei cittadini di vivere uno dei luoghi più belli della città».

Per la sinistra «il Comune abdica ancora una volta alle sue funzioni, sostenendo che le cancellate servono a contrastare lo spaccio e le scritte sui muri. Si pensa di poter affrontare questioni sociali complesse, come le situazioni di disagio e le dipendenze da alcol o sostanze stupefacenti, adottando ottuse ordinanze proibizioniste, mentre per contrastare tali fenomeni sarebbe necessario concentrarsi sul potenziamento degli interventi sociali. Non esiste nulla di più indecoroso e sciatto di spazi pubblici lasciati vuoti e in stato di abbandono: la blindatura di una parte del giardino pubblico è un’amara sconfitta per tutta la comunità. Gli spazi devono essere vissuti ed animati, è compito del Comune averne cura».

Infine, l’appello rivolto a Palazzo Gambacorti: «Le cancellate allo Scotto sono uno scempio che va subito rimosso». —

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