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Pisa

Scopre i ladri che lo colpiscono con una sassata: ragazzino sviene

Luca Tronchetti
 Scopre i ladri che lo colpiscono con una sassata: ragazzino sviene

È accaduto a Cerasomma, al confine con Ripafratta. La denuncia: il paese è assediato dai malviventi

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SAN GIULIANO. Il bambino sente delle voci provenire dal campo accanto casa. Pensa sia la vicina e le corre incontro festante. Ma entrato nel terreno adiacente ad un sentiero che porta ad una radura non scorge la pensionata. A pochi metri di distanza da lui ci sono due uomini. E non hanno un bell’aspetto. Sono vestiti di scuro e hanno il volto travisato da un passamontagna. Sono attimi drammatici, secondi interminabili. Il ragazzino, che frequenta le scuole medie, si sente perduto. Cerca aiuto e lancia un grido disperato. Ma in quell’istante viene raggiunto in testa da un sasso lanciato da uno dei malviventi.

Fortunatamente è una pietra piccola, ma tra la botta e lo spavento il piccolo non regge e sviene. Perdendo i sensi finisce disteso sul prato e si riprende, qualche minuto dopo, quando in lontananza sente la voce della mamma che lo cerca perché deve accompagnarlo in piscina. Sono passate da poco le 17 e c’è ancora luce. Il minorenne si rialza e corre incontro alla giovane madre raccontandole tra i singhiozzi e le lacrime quanto è accaduto.

La donna incredula e spaventata, dopo aver tranquillizzato il figlio e aver constatato che in testa non aveva ferite o lesioni importanti, telefona alla centrale operativa della questura e racconta quanto si è appena verificato. Partono subito due pattuglie che arrivano sul posto nel giro di pochi minuti. Controllano i luoghi, trovano dei riscontri e rilevano le impronte digitali.

Ma quell’episodio è solo l’ultimo, sicuramente il più grave, di quelli che accadono da oltre due settimane a Cerasomma, un località compresa nel territorio di Montuolo e a poche centinaia di metri dalla frazione di Ripafratta appartenente al comune di San Giuliano Terme. Cerasomma è un paese sotto assedio dei ladri. Da quasi venti giorni gli abitanti delle corti non fanno più vita. Si susseguono i furti, tentati o riusciti, con gli allarmi che scattano a ripetizione ed i cani che ogni notte abbaiano in continuazione.

«Il vaso è colmo e la pazienza è terminata – racconta la mamma del ragazzino colpito dal sasso scagliato dai ladri in fuga che, spaventata, ci prega di non rivelare le sue generalità visto che la gang è libera e può agire di nuovo –. Viviamo nella paura perché le nostre case sono prese d’assalto da una banda organizzata composta da almeno due-tre persone che agisce in modo sistematico. Ogni volta che qualcuno esce di casa per andare a far spesa o a trovare dei parenti si trova la porta sfondata e l’abitazione messa a soqquadro».

«Dalle 17 alle 22 siamo terra di nessuno – prosegue la giovane mamma –. Non si può continuare a vivere nel terrore di essere depredati e oggetto di continui raid che non sono opera di nomadi, sbandati o tossicodipendenti, ma di gente organizzata che indossa passamontagna e guanti in lattice».

Una banda che arriva persino a spiare gli abitanti di Cerasomma, siano anziani o persone che si recano al lavoro, come dimostra il binocolo che il bambino ha visto nitidamente ad uno dei due malfattori che gli si sono parati davanti. «Ringraziando Dio, mio figlio sta bene – aggiunge la donna –. Ma mi chiedo cosa sarebbe accaduto se la stessa scena si fosse presentata di fronte a un anziano o un cardiopatico? Le conseguenze sarebbero state devastanti. A me e agli agenti mio figlio ha raccontato che, prima di perdere i sensi, ha visto uno dei due banditi con in mano una sorta di binocolo. Assieme all’altro, presumibilmente quello che ha lanciato la pietra, si trovavano in una baracca in lamiera da tempo abbandonata. Probabilmente, ma è materia degli investigatori, è anche da lì che monitorano la situazione e spiano i movimenti degli abitanti del paese che vivono in case a schiera, corti o villette distanziate tra loro poche centinaia di metri. La polizia? Appena abbiamo chiamato il 113 sono arrivate due pattuglie e gli agenti hanno fatto i rilievi e notato le impronte sul luogo dove mi figlio ha incrociato i malviventi».

Servirebbero maggiori controlli. «Come ci difendiamo? – conclude la giovane donna – Al di là dei sistemi di difesa passiva abbiamo realizzato una chat e ogni volta che notiamo un’auto sospetta o udiamo rumori strani provenire dalle case vicine ci mandiamo un whatsapp in modo da accendere le luci esterne in giardino e contestualmente telefoniamo alle forze dell’ordine per indicare le vetture non della zona». —

Luca Tronchetti

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