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Pisa

si allungano i tempi 

Porto di Boccadarno, i francesi ottengono una proroga al 31 marzo

Francesco Loi
Porto di Boccadarno, i francesi ottengono una proroga al 31 marzo

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PISA. Effetto Covid anche sulle sorti del porto di Boccadarno. Tutto resta in sospeso. Il gruppo francese Propriétés & Co-Hpa Holding, che sembrava a un passo dalla conclusione dell’affare portando a compimento il concordato, ha chiesto tempo. Intanto non ha versato quanto previsto alla scadenza di fine anno. La conferma è arrivata durante la seduta di ieri del consiglio comunale. In una question time, il consigliere Francesco Auletta (Diritti in comune) ha chiesto al sindaco Michele Conti quali fossero «gli sviluppi da dicembre ad oggi in merito al versamento dovuto da parte della società francese».

Propriétés & Co-Hpa Holding, gruppo specializzato nello sviluppo delle destinazioni turistiche, avevano formulato una proposta che prevede un pagamento di 15 milioni di euro per le aree edificabili di Boccadarno attorno al porto, oltre a 9 milioni di euro a garanzia per i terreni pubblici di Comune, Provincia e Gea.

Il mancato versamento di fronte al notaio di quanto pattuito, con richiesta di posticipo dei termini di fronte alle conseguenze della crisi economica nel settore turistico dovuta alla pandemia, preoccupa Auletta vista «la gravissima situazione finanziaria ed economica in cui versa il porto di Marina di Pisa», ma anche considerato il fatto che il gruppo francese «è l’unico soggetto – dice il consigliere – che aveva manifestato interesse all’acquisizione e che al 31 dicembre erano quindi stati versati solo 100mila euro dalla società».

La Boccadarno Spa, la società del porto, deve far fronte a un debito che supera i 100 milioni di euro. E lo sviluppo immobiliare, con riqualificazione di Boccadarno, era e resta un pilastro del progetto originale. Il punto di svolta che ancora tarda a concretizzarsi.

«Si è verificato uno slittamento di tre mesi, dal 29 dicembre scorso al 31 marzo prossimo – la risposta del sindaco Conti – per la stipula del contratto definitivo. Il ritardo è ritenuto di un’entità tale da non compromettere la corretta esecuzione del concordato». Per questo, secondo quanto riferito dal sindaco, l’udienza del 12 febbraio scorso in Tribunale ha accordato un rinvio al 14 aprile «al fine di verificare l’effettivo adempimento fissato al 31 marzo prossimo e valutare se sono state superate le difficoltà che non hanno consentito di procedere con l’omologazione della procedura concordataria». —

Francesco Loi

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