Italia
Abusivo agli arresti domiciliari interrogazione al ministro
Ziello: «Va modificata la legge e stabilito che in casi di assenza di contratti al detenuto deve essere trovato un posto attraverso i servizi sociali»
pisa. Il caso raccontato dal Tirreno di un tunisino in detenzione domiciliare all’insaputa del proprietario della casa che da dicembre non riesce a riottenere la disponibilità dell’immobile, finisce in parlamento con un’interrogazione del deputato della Lega Edoardo Ziello al ministro della Giustizia.
Il parlamentare annuncia anche di lavorare da tempo a una proposta di legge sulla parte esecutiva delle misure cautelari.
«Il senso della proposta è che se proprio bisogna adottare i domiciliari per persone senza fissa dimora, devono essere a carico dell’amministrazione penitenziaria con misure di albergazione tramite servizi sociali» anticipa il deputato.
Ziello chiede al ministro della Giustizia «alla luce dei fatti esposti nelle premesse, se ritenga opportuno e urgente dover modificare la normativa sulle misure domiciliari, per stabilire che nei casi di occupazione abusiva e di contratti di locazione, il giudice di sorveglianza debba adottare la misura dell’albergazione in struttura ricettiva a carico dell’amministrazione della giustizia».
La storia da cui il parlamentare ha preso spunto per l’interrogazione è paradossale.
Il tunisino è stato ospitato dall’inquilino regolare in una casa in via Garibaldi poi sparito lasciando diverse mensilità non pagate. Quando il proprietario è andato nell’abitazione per capire cosa fosse successo ad aprirgli la porta è stato il nordafricano a lui sconosciuto che si è anche lamentato dalla caldaia rotta. Il Tribunale di Sorveglianza di Catania su indicazione del tunisino ha fissato quel domicilio per la detenzione.
«Siamo di fronte ad un’occupazione abusiva, senza contratto e senza pagamento di affitto, contro la quale il proprietario finora nulla ha potuto e si vede anche costretto a dover pagare di sua tasca, tutte le utenze dell’alloggio – scrive Ziello –. La beffa assoluta per il legittimo proprietario dell’immobile, riguarda l’eclatante impossibilità di tornare nella disponibilità del suo immobile nel quale vive una persona sconosciuta che sta scontando una condanna per spaccio e pertanto non assoggettabile a sfratto. Si è verificata una situazione paradossale in cui lo Stato “garantisce” una situazione di illegalità, e il Comune, a fronte di un provvedimento della magistratura, ha concesso la residenza. È inspiegabile come, non essendo ancora calendarizzata l’udienza per la modifica della detenzione domiciliare, questa persona possa continuare ad abitare nella casa in modo abusivo per chissà quanto altro tempo». —
P.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
