Il Tirreno

Pisa

nel giorno di San valentino 

«Speranza per i futuri sposi» il messaggio dell’arcivescovo

Giulia Serni
«Speranza per i futuri sposi» il messaggio dell’arcivescovo

Cerimonia in cattedrale per la tradizionale benedizione delle coppie Circa duecento i presenti con i posti contingentati e il rispetto delle distanze

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Giulia Serni

PISA. Anche quest’anno la tradizionale benedizione di sposi e fidanzati in cattedrale. Nonostante il momento di emergenza sanitaria, l’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto non rinuncia a celebrare l’amore e in tanti rispondono al suo invito. Più di duecento i fedeli che ieri pomeriggio, nel pieno rispetto delle norme anti-contagio e con il numero di posti contingentato , si sono riuniti in Duomo per assistere nel giorno di San Valentino alla messa voluta dall’Arcidiocesi di Pisa.

Forte il messaggio risuonato nella cattedrale pisana. Subito in apertura l’invito dell’arcivescovo a «uscire dal proprio individualismo, aprirsi all’amore ed essere capaci di condividerlo, in coppia e in famiglia. Rivolgo il mio pensiero in particolare a coloro che si preparano al matrimonio proprio per dare loro motivo di speranza e di fiducia – ha detto Benotto –. Lo scorso anno con la pandemia sono stati rimandati centinaia di matrimoni in ogni diocesi. Questo significa far perdere a quei giovani la capacità di reagire contro le difficoltà che si sono manifestate in questi mesi. Ecco che questa celebrazione nel giorno di San Valentino non poteva passare nel dimenticatoio, proprio a dire che c’è una speranza che ci anima, che è più forte del virus e che ci fa andare oltre».

«L’amore – ha aggiunto l’arcivescovo di Pisa – vince su tutto e può sempre avere spazio se lo coltiviamo. Sono molto contento di vedere tante coppie e famiglie che nonostante i posti contingentati hanno risposto al mio invito, segno di incoraggiamento proprio per loro».

Ad ascoltare le parole di monsignor Benotto, accompagnate dalla musica e dai canti del Coro di San Frediano a Settimo, innamorati, giovani sposi e famiglie.

«È la prima volta che assistiamo alla benedizione in Duomo – raccontano Ivano e Rita –. Siamo fidanzati da 12 anni e ora abbiamo deciso di sposarci. È più complicato farlo in un momento come questo, bisogna essere veramente convinti perché le sfide sono tante. Affrontare insieme la pandemia fa uscire le parti migliori e peggiori di una persona, ma crediamo fortemente nel nostro amore e anche se non abbiamo ancora potuto fissare una data speriamo di poterci presto sposare».

Tra i partecipanti c’è chi ha alle spalle anni e anni di matrimonio. Come Michele e Letizia «Ci siamo sposati nel 1998 e abbiamo quattro figli – dicono all’ingresso nella cattedrale –. Il nostro segreto principale è quello di non avere pretese. La vita è fatta di alti e bassi, ma insieme, con la giusta dose di volontà, si può superare tutto. Passare questi mesi tutti insieme ha rafforzato la nostra dimensione di famiglia. Ci siamo ritrovati a condividere anche con i nostri figli momenti che prima non vivevamo».

Diversamente dallo scorso anno monsignor Benotto non ha potuto salutare ad una ad una le coppie presenti, ma ha comunque scelto di far sentire loro la sua vicinanza.

Sulle panche del Duomo le coppie che hanno partecipato alla messa hanno trovato in ricordo un segnalibro con il messaggio di Papa Francesco su “La cura della famiglia”: «Vivere insieme è un’arte, un cammino paziente, bello e affascinante. Non finisce quando vi siete conquistati l’un l’altro. Anzi è proprio allora che inizia». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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