Il presidio
A due chilometri dalla Torre ma senza connessione in fibra
«Maledetta burocrazia», la denuncia di un gruppo di professionisti pisani
il caso
Tra i destinatari ci sono davvero tutti i soggetti che a vario titolo hanno una qualche competenza in materia. E la speranza è che qualcuno di essi si faccia carico del problema. Banale e insieme di difficile soluzione: la mancanza di una connessione Internet stabile che al giorno d’oggi si traduce in serie difficoltà sul piano lavorativo, a maggior ragione in tempi di coronavirus. A sollevare la questione, con la lunga lettera inviata al ministro per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, alla Regione e ai rappresentanti pisani a Firenze, in Provincia e ai Comuni di San Giuliano Terme e Pisa - senza dimenticare le società che operano nel settore della telefonia e della connettività con fibra ottica - sono stati i rappresentanti di uno studio professionale con sede in via Pietrasantina a Madonna dell’Acqua.
L’ufficio, ricorda Lorenzo Paladini, uno dei professionisti dello studio di commercialisti e revisori contabili Ferulli, dista poco più di due chilometri dalla principale attrazione turistica del territorio, Piazza dei Miracoli. Eppure sembra di trovarsi, almeno per quanto riguarda la modernità dei servizi, nella più sperduta delle periferie italiane.
«La situazione della connettività a banda larga in questa frazione – scrive Paladini – per alcuni residenti e aziende ha del tragicomico. Nello specifico mi preme rendervi partecipi dell'esperienza che abbiamo vissuto nel nostro studio di consulenza aziendale. Ormai da anni lottiamo con ogni mezzo per avere una connessione dati stabile, efficiente e che ci permetta di sfruttare a pieno le più moderne tecnologie e infrastrutture».
Fino ad ora affidarsi ai migliori professionisti e aziende del settore non è servito. Perché nel punto esatto dove si trova lo studio, insieme ad un gruppo ai altre abitazioni, la connessione tramite fibra risulta non attivabile. Eppure pochi metri più in là il problema non esiste: venire a capo del perché di questa situazione non è stato facile. «Abbiamo scoperto che la problematica è riferibile al fatto che l'ufficio al 29 e le abitazioni ai civici 21-27 sono collegati tramite un sistema che, mi dicono, è denominato “rete rigida” direttamente alla centrale Telecom in via Benedetto Croce. Detta centrale non fornisce, a quanto mi riferiscono, la connettività in fibra, nonostante che ciò sarebbe possibile con un piccolo, sempre a quanto mi riferiscono i tecnici interpellati, adeguamento di infrastruttura all’interno della centrale. Adeguamento che pare non essere nei programmi del gestore di rete». Ancora più assurdo se si pensa che negozi, uffici, case tutto intorno non hanno questo problema. «Una situazione che ha del paradossale, vivere e lavorare nel 2021 con una connessione non stabile è veramente molto difficile. Mi rivolgo quindi ai rappresentanti delle forze politiche e istituzionali, amministratori e dirigenti delle principali compagnie telefoniche. Mi affido a voi per riuscire a trovare una soluzione, una strada per risolvere un problema che non è degno di un paese civile. Non degno del 2021. Un problema, capite bene, ancor più acuito dalla tragica situazione epidemiologica che sta vivendo il nostro Paese». —
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