Il Tirreno

Pisa

l’iniziativa 

Una petizione per aiutare i circoli ignorati dai ristori

Roberta Galli

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pisa. Al primo lockdown di marzo hanno resistito con tanta fatica, ma il colpo di grazia potrebbe arrivare adesso: molti circoli in Toscana potrebbero non riaprire più. Di questo ne è ben consapevole Fabiano Corsini, presidente de Il Fortino di Marina, storico circolo del litorale che in questi mesi sta toccando con mano le difficoltà di natura economica. E proprio per cercare di dare un sostegno a tante realtà, come la sua, che stanno navigando in un mare in tempesta e senza alcun ristoro, ha deciso di lanciare, proprio dal litorale pisano, una petizione a sostegno dei circoli.

Una raccolta di firme attraverso la grande platea della piattaforma Avaaz.org affinché si smuova qualcosa a livello governativo anche in questo settore.

«La situazione – afferma Corsini – è molto grave e non capisco da cittadino come il governo non ci consenta di aprire, eliminando le discriminazioni e permettendoci, adesso che siamo in zona gialla, di poter svolgere l’attività di somministrazione riservata ai soci, con le stesse modalità adottare dagli esercizi commerciali».

L’apertura sarebbe una vera e propria boccata d’ossigeno, ma la realtà è ben diversa.

«Per ora ci è consentito il solo asporto – afferma Corsini, nella petizione – ma tale servizio non permette a molti circoli di sopravvivere. Senza contare l’insostituibile funzione sociale che abbiamo svolto nel passato e svolgiamo. Nelle città, nelle periferie e nei centri sparsi, i circoli contrastano la marginalizzazione e l’esclusione sociale, sono un presidio di informazione e formazione, spazi di solidarietà, centri di iniziativa e aggregazione. Inoltre durante la pandemia, ristrutturando le nostre attività, abbiamo informato i soci sui rischi del virus e sui buoni comportamenti per prevenirlo, trasformando i nostri locali, normalmente già accoglienti e spaziosi, in modo da renderli idonei al rispetto di tutte le norme previste dai vari Dpcm e secondo il più rigoroso rispetto del principio di precauzione».

Ma tutto questo non è bastato. I mutui, gli affitti e le bollette restano da pagare e non vi è alcun ristoro. «È vero che noi siamo volontari – continua Corsini – ma ogni attività ha le sue spese che noi abbiamo sempre onorato attraverso le nostre attività, che in questo momento, difficile, ci vengono precluse». Da qui l’idea di una raccolta di firme per accendere i riflettori su una situazione non solo locale e non più sostenibile. Per saperne di più, questo è il link della petizione: secure.avaaz.org/community_petitions/it/il_governo_italiano_salviamo_i_circoli_2/?tjaakeb.

«Ai circoli non è arrivato nessun ristoro – scrive ancora Corsini – e oggi gran parte di essi rischia non aprire più. Eppure, per consentire loro di sopravvivere, basterebbe applicare una norma di buon senso: permettere ai circoli che hanno il bar o praticano la somministrazione di poterla fare come accade per tutti gli altri esercizi». —

Roberta Galli

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