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L’ira su Facebook: col Covid in attesa di un letto da 48 ore

L’ira su Facebook: col Covid in attesa di un letto da 48 ore

Risale al 27 ottobre lo sfogo  pubblicato dal medico sui social dal titolo molto significativo: “Il fallimento nella preparazione  è la preparazione del fallimento”

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pisa. Una paziente ricoverata dopo 48 ore di attesa al pronto soccorso in area Covid. Sì, proprio due giorni. Trascorsi aspettando un letto (che non c’è) in reparto. Era il 27 ottobre e la denuncia di una situazione inaccettabile, accompagnata da una durissima presa di posizione, arrivò direttamente da Paolo Malacarne, che affidò la sua rabbia a un post su Facebook, con un titolo che sintetizza il racconto di chi era in prima linea in una battaglia che non poteva essere combattuta con i mezzi a disposizione: «Il fallimento nella preparazione è la preparazione del fallimento».

«Questa notte verso l’una – scrisse Malacarne – sono sceso in consulenza al pronto soccorso in area Covid per valutare una malata che stava peggiorando nella respirazione a causa della sua polmonite. Guardando la cartella ho visto che era entrata alle 13.30 circa: “Beh, è qui solo da 12 ore”. Mi è sfuggito questo pensiero a voce alta. Ma la realtà era ben diversa: “Paolo, guarda bene” mi ha detto la collega, “è entrata alle 13. 30 del 25, non di stamani”. La signora era in barella in attesa di ricovero da 36 ore; ho rivisto la malata stamani alle 7 e poi alle 10, poco prima che, attorno alle 12, venisse ricoverata». Due giorni dopo aver varcato la soglia del pronto soccorso. Senza nessuna responsabilità o negligenza da parte del personale: «Come sempre succede, il trattamento che ha ricevuto al pronto soccorso è stato corretto, grazie alla professionalità dei medici, degli infermieri, degli oss che ci lavorano. Ma neppure nella fase più critica di marzo e aprile – spiega il primario – i malati hanno mai aspettato così tanto per trovare un posto letto». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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