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In municipio a San Giuliano comandano le donne
I numeri del personale parlano chiaro: i ruoli di responsabilità sempre più spesso affidati a professionalità femminili, anche per la Municipale e la Protezione civile
san giuliano. Un Comune “rosa” dove a governare nei ruoli chiave della pubblica amministrazione sono soprattutto donne. Ma anche un Comune che intende continuare a valorizzare le professionalità, tanto maschili che femminili, sulla base di un piano di azioni positive in materia di pari opportunità, fresco di approvazione da parte della giunta del sindaco Sergio Di Maio e al centro di una riflessione quanto mai attuale.
Proprio in questi giorni, infatti, sono arrivati i dati, allarmanti, sull’occupazione femminile letteralmente crollata nel mese di dicembre e in generale durante il periodo della pandemia. I motivi? Alle donne toccano gli impieghi caratterizzati da maggiore precarietà, i primi a saltare con la crisi e il lockdown: Inoltre a loro spetta il peso maggiore nella gestione delle famiglie con esigenze di assistenza nei confronti dei figli minori o dei genitori anziani che si sono moltiplicate con l’emergenza coronavirus.
È quindi un problema anche di qualità del lavoro femminile e di equilibrio tra occupazione ed esigenze familiari. Obiettivi che l’amministrazione sangiulianese intende perseguire in concreto, intanto affidandosi a donne in posizioni di responsabilità.
Intanto le donne dipendenti del Comune sono più degli uomini: 76 contro 61.
Otto le professioniste che dirigono uffici pubblici o settori della pubblica amministrazione in ruolo generalmente affidati a profili maschili: Monica Monacci è la responsabile del servizio bilancio e contabilità, Daiana Contussi la responsabile servizio tributi/entrate, Monica Luperi è a capo del servizio urbanistica/edilizia privata/suap, Grazia Angiolini è la comandante della polizia municipale, Elena Fantoni la responsabile della protezione civile, Roberta Foddai la presidente del Comitato Unico di Garanzia, Norida Di Maio la segretaria generale e Silvia Fontani la dirigente del settore governo del territorio e servizi alla persona. Seguono le altre cinque posizioni apicali del Comune per altrettanti settori che vedono a capo uomini. Ma è evidente che la bilancia di genere pende a favore del gentil e cosa piuttosto rara anche nella pubblica amministrazione.
La domanda che si pone il Comune, però, è se si può fare di più. E la risposta è anche nell’attivazione del consiglio delle Pari Opportunità a San Giuliano e nel lavoro della Consulta del volontariato e delle associazioni che vede, nelle sue cariche principali, tre donne (presidente e due vice presidente).
Ulteriori passi avanti si potranno fare ora con il piano approvato dalla giunta che prevede tra le altre cose «l’attivazione di una flessibilità oraria in ingresso e in uscita – spiega l’assessora alle pari opportunità di San Giuliano Lara Ceccarelli – che consenta ai nostri dipendenti, donne e uomini, di poter conciliare al meglio le esigenze del lavoro con quelle della famiglia». Anche gli ultimi concorsi per assunzioni in municipio hanno premiato donne (due nuove assunte su tre): architette e ingegnere.
Inoltre una particolare attenzione alle politiche di genere viene data «anche in relazione ai percorsi di formazione previsti per il nostro personale», conclude l’assessora. Fino a qualche mese fa anche in giunta c’era un perfetto equilibrio tra uomini e donne. Poi le dimissioni dell’assessore all’ambiente Daniela Vanni, sostituita da Filippo Pancrazi, hanno sbilanciato la ripartizione dei seggi tra donne e uomini anche se le assessore restano tre: Ceccarelli, Roberta Paolicchi e la vicesindaco Lucia Scatena. —
Valentina Landucci
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