Il Tirreno

Pisa

La Rocca di Ripafratta torna pubblica

Valentina Landucci
La Rocca di Ripafratta torna pubblica

Il 1° febbraio la firma per il passaggio di proprietà dal notaio. Il sindaco Di Maio: «Continua il lavoro sugli interventi di recupero»

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RIPAFRATTA. Uno dei più celebri scrittori iraniani, costretto alla fuga dal suo Paese e rifugiato ormai da oltre 30 anni nei Paesi Bassi, Kader Abdolah, ha affidato a uno dei suoi ultimi romanzi questa riflessione: «Il dono più grande per il nostro futuro - ha scritto - è un legame con il nostro passato». Una affermazione che spiega il valore della missione, dopo anni di campagne di sensibilizzazione e battaglie, che una piccola ma combattiva comunità di persone a San Giuliano Terme è riuscita a compiere. La prima di un percorso.

Da lunedì 1° febbraio la Rocca di Ripafratta sarà un bene pubblico. La fortificazione che domina l’abitato della frazione è quel legame con il passato che può rappresentare il futuro di questo territorio e della comunità che ci abita.

Ad annunciare la firma per il passaggio di proprietà è stato il sindaco di San Giuliano terme, Sergio Di Maio, contattato dal Tirreno per capire a che punto fosse la trattativa sulla Rocca a fronte dello stanziamento delle risorse necessarie all’acquisto da parte di Regione e Comune

«Da lunedì  - ha detto Di Maio - la proprietà della Rocca torenerà ad essere pubblica. Alla firma dal notaio ci saranno per il Comune il dirigente Leonardo Musumeci e l’assessore Filippo Pancrazi».

Questo risultato lo sente come una sua vittoria e della sua giunta?

«Sì, lo sento come una vittoria mia personale ma non soltanto. È una vittoria di tutti e in particolare di chi ha sostenuto questo percorso e dell’associazione Salviamo la Rocca di Ripafratta che si è battuta per questo risultato. È una vittoria della comunità e sono convinto che adesso con la collaborazione di tutti potremmo valorizzare questo nostro patrimonio».

Da questo punto di vista, cioè rispetto al progetto di valorizzazione, a che punto siamo?

«Stiamo andando avanti con l’Università di Pisa e l’associazione Salviamo la Rocca per elaborare il futuro progetto di recupero della fortificazione. Si tratta di una collaborazione fondamentale, quella con l’ateneo, perché da qui passano le strategie per la valorizzazione e l’attrattività del territorio. Una volta pronto il progetto il passaggio successivo sarà il coinvolgimento ulteriore della Regione Toscana che torniamo a ringraziare per l’importante contributo concesso per l’acquisto della Rocca».

Come si immagina Ripafratta tra 20 anni?

«Un territorio con uno dei suoi simboli, la Rocca, finalmente valorizzata, parcheggi funzionali alla Rocca e all’abitato di Ripafratta, una piazza degna di questo nome. Inoltre c’è in ballo il progetto di rigenerazione urbana per l’area del salumificio e presto andremo alla riqualificazione del ponte. Intanto andiamo alla firma per la proprietà della Rocca: un risultato che conferma che stiamo mantenendo quello che avevamo detto di voler fare. In questo caso un obiettivo reso possibile dal contributo della Regione grazie all’impegno dell’allora consigliere e oggi presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo». —

UN PO' DI STORIA: UN CASTELLO MEDIEVALE TEATRO DEGLI SCONTRI TRA PISA E LUCCA

La Rocca di Ripafratta, nota anche come Castello di San Paolino (il nome deriva dal patrono di Lucca), ha una storia che arriva da lontano. Situata sul monte Vergario si trova al confine tra i territori di Lucca e Pisa. E questo suo essere al limite ha significato, fin dal Medioevo, divenire teatro di scontri e battaglie per la supremazia delle due città spesso rivali l’una contro l’altra. La Rocca fa parte di un sistema di fortificazioni diffuso e imponente che si sviluppa tra Pisa e Lucca e di cui urge un intervento di recupero e valorizzazione che, almeno a Ripafratta, ha trovato i suoi più strenui sostenitori in alcuni cittadini che qualche anno fa hanno costituito una associazione, Salviamo la Rocca, che si è fatta promotrice di eventi, campagne di sensibilizzazione, raccolte fondi. Fino a trovare nell’amministrazione comunale la giusta sponda per individuare una certo non facile soluzione. Della fortificazione, infatti, di proprietà privata (ma appunto ancora per poco) non era possibile prevedere una riqualificazione se non con un intervento diretto dei privati o con l’acquisto da parte del pubblico. Nel 2017 il sindaco Sergio Di Maio, aveva chiesto alla proprietà la donazione del bene al Comune. Ma la risposta fu negativa. Il Comune ha allora lavorato per trovare le risorse necessarie: 30mila euro sono quelli messi a disposizione dall’ente. Altri 100mila sono stati stanziati dalla Regione. Le procedure per il trasferimento delle risorse e la messa a punto del passaggio di proprietà hanno allungato un po’ i tempi ma da domani si chiude la questione proprietà e si apre quella della riqualificazione che vedrà ancora in prima fila l’associazione Salviamo la Rocca, il Comune e la Regione. —

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