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Pisa

nel tratto più a nord 

Il titolare del Bagno Gorgona «Non sappiamo se riaprire»

Donatella Lascar
Il titolare del Bagno Gorgona «Non sappiamo se riaprire»

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MARINA DI PISA. A quello che verrà deciso per la messa in sicurezza del lungomare di Marina è legato anche il destino del Bagno Gorgona, che con i suoi settant’anni di storia è lo stabilimento più antico di questa località marinara. Ciò che resta del vecchio Ospizio Marino oggi è a rischio se la scogliera a protezione che si trova davanti non verrà ripristinata integralmente. Dopo l’ultima mareggiata di settembre, la scogliera è un groviera. Molti massi infatti sono crollati sotto la furia del mare lasciando la costa scoperta. E ora, in vista della stagione balneare, intervenire non solo è fondamentale, ma anche urgente.

Il primo febbraio il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo effettuerà un sopralluogo allo stabilimento chiuso. «Da quello che il presidente dirà decideremo cosa fare – afferma il titolare dello stabilimento Stefano Sbrana –. Negli ultimi tre anni abbiamo subìto tre mareggiate che praticamente hanno distrutto il Bagno, l’ultima alla fine di settembre. Ancora non abbiamo fatto la conta precisa dei danni, che comunque sono nettamente superiori a quelli subiti nelle due occasioni precedenti, per le quali abbiamo già speso in totale 100mila euro circa per riparare tutto. Se le cose non cambiano e non viene fatto un vero progetto d’intervento non sappiamo ancora cosa faremo. Potremmo anche riaprire, ma se poi arriva un’altra mareggiata come quella di settembre cosa facciamo? Per noi i lavori di ripristino della scogliera sono fondamentali».

La questione delle barriere contro l’erosione del lungomare di Marina, dopo la mareggiata di una settimana fa, è tornata alla ribalta. Il Bagno Gorgona, che si trova nel tratto compreso tra il porto e piazza Baleari, è stato completamente investito dalle onde. Sembrava che davanti ci fosse il mare aperto. —

Donatella Lascar

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