Il presidio
I frutti arrivano solo col tempo il Sassuolo è l’esempio da seguire
Giorgio Squinzi, patron della Mapei ed ex presidente di Confindustria scomparso nel 2019, acquistò la società neroverde nel 2002 in C2
Pisa sarà un caso unico nel suo genere. L'unione di un progetto che vuole la crescita sportiva della squadra di calcio e del brand cittadino. Nessun altro luogo in Italia, se si esclude Roma e il Colosseo e pochi altri monumenti, ha l'appeal della Torre di Pisa e di Piazza dei Miracoli. Per capire quanto potrà fare Knaster a Pisa, però, un esempio calzante è sicuramente quello del Sassuolo. Dove monumenti famosi non ci sono e si lavora tanto. Ma quando Giorgio Squinzi, patron di Mapei ed ex presidente di Confindustria scomparso nel 2019, comprò il Sassuolo nel 2002, la squadra era in C2. Nonostante una disponibilità economica simile a quella di Knaster, per tre anni rischiò di finire in serie D. Gli investimenti, solo col tempo, hanno iniziato a dare i suoi frutti. E per questo i tifosi pisani dovranno avere pazienza. Il Sassuolo è il modello perché, pur senza una tradizione di alto livello nel mondo del calcio (e con una tifoseria che non vale certo quella nerazzurra) con investimenti e passione è arrivato fino in Europa League. Non solo: nonostante una disponibilità economica importante (2,6 miliardi di dollari contro i 2,2 di Knaster), Squinzi nel Sassuolo ha fatto sempre scelte oculate e mirate. Prima i quasi 4 milioni di euro per lo stadio di proprietà (l'ex impianto della Reggiana), i cui ricavi sono cresciuti nel tempo. Poi altri 14 milioni per il Mapei Center. Proprio questa struttura, a disposizione anche dei cittadini, oltre a far crescere le giovanili è una delle rendite future previste dalla società. Più o meno quanto Knaster starebbe pensando per gli impianti di Gagno. In più le scelte tecniche della società neroverde puntano ad avere allenatori spesso giovani, in grado di valorizzare i migliori giocatori per poi avere plusvalenze in grado di dare ossigeno ai bilanci. Senza Mapei, ovviamente, il miracolo Sassuolo non sarebbe mai stato possibile. Ma la famiglia Squinzi, analizzando i bilanci annuali, non interviene mai con investimenti che siano superiori al 30 o 35% dei riavi totali della società. Per due-terzi, dunque, anche il Pisa calcio dovrebbe sostenersi con i ricavi dal nuovo stadio, dalla promozione del brand, del marketing e delle plusvalenze legate al calciomercato. Con una potenzialità di sviluppo e un appeal che potranno essere anche maggiori rispetto a quelli proprio del Sassuolo. —
A.B.
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