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È la regione dei festival ma Pisa non ne ha ancora uno
pisa. La Toscana come uno scacchiere dove si gioca, o meglio si giocava prima dell’emergenza sanitaria, la partita dei festival musicali. A ogni città il suo. Qualche volta per arricchire l’offerta turistica e culturale complessiva. Qualche altra per rubarsi a vicenda i potenziali spettatori.
A guardar bene in questo scacchiere, da anni, mancava una pedina: Pisa.
Il capoluogo toscano ha il suo Firenze Rocks e lo stesso ritmo musicale caratterizza l’ormai ultratrentennale Arezzo Wave, a Pistoia c’è il Blues, Lucca ha una lunga tradizione di concerti di star pop e rock internazionali con il Summer. Ma a Pisa, nonostante non siano mancati tentativi in questo senso, non sono mai state create le condizioni per ospitare eventi musicali in grado di richiamare, di anno in anno, migliaia di spettatori. Ci sono eventi di qualità ma per pubblici di nicchia. C’è stata la fase di Metarock, assolutamente degna di nota per ospiti e pubblico. E alcuni tentativi - in momenti diversi e anche recentemente - di trasformare piazza dei Cavalieri in una arena per spettacoli dal vivo con artisti di richiamo almeno nazionale. Ma poi più o meno è andato tutto esaurendosi. E non c’entra niente il Covid.
Eppure alla città non mancano le caratteristiche per intercettare anche il pubblico dei grandi concerti.
L’operazione messa in piedi intorno alla vicenda Pisa e nuovo stadio apre dunque un nuovo scenario, con la possibilità che si vada a colmare la casella dello scacchiere dei festival toscani ancora vuota. Le possibilità ci sono, le idee... vedremo. Il rischio è quello di limitarsi a copiare i vicini di casa, anche se le forze in campo, almeno stando ai nomi dei protagonisti delle trattative in corso, potrebbero consentire a Pisa uno scatto in avanti inatteso dopo anni di “non belligeranza” con le città vicine rispetto all’offerta di eventi e spettacoli. —
V.L.
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