Un degrado “storico” frutto di anni di incuria
Trent’anni fa il palazzo di giustizia doveva essere realizzato ex novo a Cisanello, dimenticata anche la manutenzione
PISA. Il degrado, le muffe e gli allagamenti nel tribunale di Pisa arrivano da molto lontano. Per anni il palazzo di giustizia non ha ricevuto neppure quei minimi interventi di manutenzione ordinaria che avrebbero potuto evitargli l’attuale situazione. Se alcune stanze dei giudici e quella della stessa presidente del tribunale sono inagibili, la situazione nei sotterranei, tra faldoni, muffe e umidità, fa ancora più impressione. In molti si chiedono come una città come e per quale ragione Pisa abbia permesso che nel palazzo di giustizia ci fosse una simile decadenza. Le ragioni arrivano da lontano e coinvolgono in parte anche il Comune di Pisa che avrebbe dovuto preoccuparsi almeno della manutenzione più urgente. L’attuale situazione è frutto di scelte che arrivano da molto lontano. Se ne sono occupati già i sindaci Paolo Fontanelli e Marco Filippeschi. Inizialmente nel piano strutturale di Pisa nell’area dove ora si trova il parco urbano di Cisanello era previsto non solo il trasferimento del palazzo di giustizia ma anche quello della Provincia e una nuova sede del complesso scolastico Concetto Marchesi oltre ad un nuovo ospedale della Fondazione Stella Maris. Solo quest’ultimo progetto si avvia alla fase di realizzazione. Era una previsione che avrebbe richiesto investimenti per 80 milioni, spiegano alcuni ex amministratori comunali che ricordano il mega-progetto. A ripensarci oggi l’operazione poteva sembrare una vera utopia. Ovviamente nel tempo non sono stati trovati i finanziamenti necessari per realizzare le varie opere previste. Con l’abolizione delle Province poi non aveva più alcun senso costruire in quell’area una nuova sede di un ente che era stato soppresso. Nel frattempo il Comune di Pisa aveva predisposto una variante urbanistica che cancellava in parte il vecchio investimento milionario e lasciava solo il nuovo ospedale Stella Maris.
Ogni volta che dagli uffici del tribunale partiva una richiesta di intervento per rimediare ai danni causati dall’inevitabile scorrere del tempo scattata il classico rimpallo di competenze e i lavori non venivano fatti. Ora il Demanio ha messo a disposizione due milioni di euro. Potrebbero non essere sufficienti a rimediare la situazione. Non c’è troppo tempo da perdere ancora. Per questo sono in corso contatti con il Ministero della Giustizia, il Demanio e il provveditorato alle opere pubbliche per cercare di risolvere i problemi. –
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