Sicurezza
Confiscata nel 2013 e poi chiusa a causa della crisi
PISA. La rinascita porta la data del 5 giugno 2014. Il nome? “I saperi della legalità”. Per anni i pisani, e non solo, sono passati davanti a quell’edicola. Vi hanno acquisto giornali, riviste, figurine, eccetera. Ma non potevano sapere che quel chiosco, per i tribunali italiani, era stato acquistato con capitali di provenienza illecita.
Così lo Stato prima l’ha confiscato (settembre 2013, dopo un primo sequestro nel luglio di quell’anno da parte della Direzione investigativa antimafia di Messina), mentre i ricorsi della proprietà, la famiglia Galati Giordano, venivano stati respinti in serie. E poi l’ha assegnata a chi diffonde e difende i valori contrari e opposti alle organizzazioni malavitose: la cooperativa sociale Axis e l’associazione Libera.
Era stato don Luigi Ciotti a inaugurare l’edicola della legalità in Borgo Stretto dopo aver tenuto una Lectio magistralis al Polo Carmignani, a cura del master “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione” dell'Università di Pisa.
Per un po’ l’attività commerciale è riuscita ad andare avanti, poi la crisi ha preso il sopravvento.
Il chiosco ha chiuso i battenti nel febbraio 2018, ma nel tempo aveva ospitato studenti e comitive a cui consegnare l’esperienza concreta del sapere e della legalità.
Fino alla decisione dell’amministrazione comunale di procedere con la rimozione della struttura, le polemiche e il successivo impegno condiviso per un recupero dell’edicola. Che attende ancora di essere concretizzato. —
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