Il presidio
Muore il padre della scuola per terapisti di Calambrone
pisa. È morto Carlo Perfetti, medico chirurgo, neuropsichiatra, riabilitatore e ricercatore di fama internazionale, ritenuto un pioniere e un profondo innovatore nella riabilitazione neurocognitiva con teorie che, a partire dagli anni Settanta, hanno determinato una svolta nel campo della riabilitazione, in particolare nei percorsi post ictus. Un garve lutto che colpisce l’intera comunità scientifica pisana. Classe 1940, originario di Massa, Perfetti ottiene la laurea e la specializzazione all’Università di Pisa. Pochi anni dopo diventa professore dell’Ateneo pisano iniziando negli anni Sessanta il percorso professionale come neurologo.
A Calambrone fonda e dirige la Scuola per terapisti della riabilitazione della Regione Toscana iniziando anche una produzione scientifico-disciplinare che, intorno agli anni Settanta, contrasta con la cultura medica dominante e getta le basi a nuovi modelli e ad innovativi approcci riabilitativi. Un percorso quasi rivoluzionario che inserisce anche i processi cognitivi, con il loro carico di esperienze e conoscenza, all’interno dei piani di riabilitazione, che non vengono più visti solo come un progressivo miglioramento delle capacità di movimento e delle risposte muscolari. Ricerche e studi che hanno dato vita al cosiddetto “metodo Perfetti”, determinando una svolta nei percorsi di riabilitazione. Dopo l’esperienza pisana, Perfetti costituì a Schio una scuola di riabilitazione.
Nel febbraio 2002, a Santorso, in provincia di Vicenza, fonda il Centro studi di riabilitazione neurocognitiva Villa Miari che si pone l’obiettivo di «salvaguardare, sviluppare, approfondire e divulgare la teoria neurocognitiva».
Annunciando la morte del professore e «ringraziando lo scienziato, il maestro e l’uomo che ci ha insegnato a tracciare sempre nuovi percorsi di ricerca e senza il quale questa realtà riabilitativa non sarebbe possibile», il Centro annuncia che il 2021 sarà un anno dedicato alla memoria di Perfetti con varie iniziative per ricordare il medico e il professore che a Pisa ha trovato le basi per sviluppare quelle intuizioni che avrebbero rivoluzionato una parte delle teorie e delle pratiche di riabilitazione. —
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