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Pisa

Ovidio Lari da vescovo di Aosta con Giovanni Paolo II in vacanza

P.Fa.
Ovidio Lari da vescovo di Aosta con Giovanni Paolo II in vacanza

Resse quella diocesi per oltre 25 anni e ora è sepolto nella cattedrale. Partecipò anche come esperto ai lavori del Concilio Vaticano II

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Monsignor Ovidio Lari nacque a Fabbrica di Peccioli il 14 gennaio 1919. E vi morì il 2 febbraio 2007, dopo essersi ritirato “quasi” a vita privata dopo essere stato vescovo di Aosta dal 1968 al 1994 (nominato da papa Paolo VI), dimessosi per raggiunti limiti di età.

Dottore in Teologia all'Angelicum di Roma, fu professore di Filosofia e di Teologia in seminario a Volterra (1941-1968), professore di Lettere a Siena (dal 1955 al 1958), insegnante di religione al liceo classico di Volterra (1948-1968), direttore del settimanale diocesano L'Araldo (1953-1969), assistente diocesano dell'Azione cattolica, canonico della Cattedrale di Volterra. Partecipò, con il vescovo di Volterra Marino Bergonzini, come esperto al Concilio ecumenico Vaticano II. Durante il suo episcopato in Valle d’Aosta ha visitato più volte tutte le parrocchie della diocesi e ha avuto l’onore e il piacere - in più di un’occasione esternate con umile orgoglio - di accogliere il papa Giovanni Paolo II nei suoi brevi periodi vacanza estiva tra nel minuscolo centro di Les Combes. Ma già in precedenza lo accolse per la visita pastorale del 1986.

La sua grande cultura teologica, la profonda umanità e sensibilità ne fecero un pastore benvoluto in tutta la Valle d’Aosta tanto è vero che anche dopo le dimissioni presentate per raggiunti limiti di età, non si è estinto un legame particolarmente intenso con quella comunità che lo ha sempre ricordato con rispetto e devozione ricordandone l’opera e l’impegno nei suoi oltre 25 anni di guida della diocesi.

Dopo le esequie, celebrate il 5 febbraio 2007 nella cattedrale di Volterra e il 6 febbraio nella cattedrale di Aosta, fu inizialmente sepolto nel cimitero del capoluogo valdostano; in seguito la salma di monsignor Ovidio Lari riposa nella Tomba dei vescovi della cattedrale di Aosta, nella cappella alla base del campanile sud, a destra dell’ingresso del museo.

A Fabbrica di Peccioli, insieme al fratello Maris, i più anziani ne ricordano la sua grande cultura, le sue doti di profonda ironia che ben seppero incrociarsi con il carattere montanaro della gente della Vallée, e anche il suo tratto umano gentile e garbato. Caratteristiche che, nonostante il trascorrere degli anni, sono ancora ben presenti ad Aosta in chi è stato più vicino e collaborò con il vescovo arrivato da Fabbrica di Peccioli. —P.Fa.

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