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Troppa plastica sulla spiaggia di Marina di Vecchiano
vecchiano. Venticinque chili di rifiuti raccolti in appena 100 metri di spiaggia, quella di Marina di Vecchiano, dove alcun giorni fa sono entrati in azione i tecnici dell’Arpat. Non un blitz “solamente” ambientalista ma una missione scientifica vera e propria quella messa in atto dal personale dell’agenzia di protezione ambientale della Toscana. La raccolta dei rifiuti, infatti, rientra in una specifica attività di studio - in 5 diversi punti di campionamento della costa toscana tra cui Marina di Vecchiano - per definirne le quantità, i trend e le possibili fonti di inquinamento
I dipartimenti Arpat di Lucca, Pisa, Livorno, Piombino e Grosseto sono impegnati in questa attività di monitoraggio dal 2015 in due campagne l’anno, una primaverile e una autunnale.
A Marina di Vecchiano i tecnici di Arpat, oltre ad effettuare il censimento visuale dei rifiuti spiaggiati sull’arenile, hanno raccolto, in collaborazione con il personale del Comune di Vecchiano, i rifiuti presenti riempiendo nove sacconi del peso complessivo di 25 chili. Durante il monitoraggio sono state compilate le schede con le informazioni sull’arenile, sulla quantità e composizione dei rifiuti antropici rinvenuti per la porzione di 100 metri della spiaggia di Vecchiano, riportando anche le coordinate geografiche rilevate con Gps.
Nel corso degli anni gli operatori del dipartimento di Pisa hanno notato un certo miglioramento per quanto riguarda la presenza dei rifiuti spiaggiati, in passato venivano trovati anche ingombranti, grazie anche alle operazioni di pulizia dell’arenile effettuate soprattutto a ridosso del periodo di balneazione, da parte di associazioni di volontari, associazioni ambientaliste in collaborazione con il gestore dei rifiuti urbani per la zona pisana. Le criticità riscontrate a Marina di Vecchiano «sono relative alla grande quantità di vetro e soprattutto plastica di origine antropica - scrive Arpat -: ciò deriva dalle ondate di piena del Serchio, che riversa questo tipo di rifiuti in mare e quindi sull’arenile». Dal Serchio e dall’Arno arriva anche l’ingente quantità di legname naturale che, separato dai rifiuti antropici e dalla sabbia, viene recuperato in una centrale a biomasse. Nel 2020 sono stati rimossi fino al mese di aprile ben 322.000 chili di legname. —
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