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Prove di normalità a Pisa, folla in centro in un clima "quasi" natalizio
Da Corso a Italia a Borgo Stretto, le vie dello shopping sono tornate a riempirsi. Controlli intensificati in tutte le vie commerciali
Pisa. Il ritorno a una parvenza di normalità sono le coppie che si tengono per mano e rallentano davanti alle vetrine per dare una sbirciata. Sono i gruppetti di ragazzi che si deve dagli occhi che sorridono e si rincorrono per strada in una rinnovata libertà di muoversi. Sono le famiglie con i bimbi sui passeggini e la possibilità di prendere un caffè al banco del bar e calarsi quella benedetta-maledetta mascherina. Sono le file disciplinate all’ingresso delle grandi catene, le uniche o quasi a fare il pieno di clienti.
Conquiste da zona gialla che termineranno mercoledì. Nel primo e secondo giorno di una ripartenza provvisoria, ma invocata dalle categorie economiche e da chi non vedeva l’ora di tornare a fare quello che era scontato prima della pandemia e che ora diventa un’eccezione. La voglia di normalità con i pacchetti dei regali ad accompagnare lo struscio tra Corso Italia e Borgo Stretto sta segnando i giorni di un viatico natalizio a scartamento ridotto.
«Sì, la gente è uscita ma non c’è quel clima tipico del Natale – commenta una commerciante di Corso Italia –. Difficile sentire qualcuno che fa gli auguri con la spontaneità di una volta».
La sensazione è quella di una “libertà provvisoria” che si accetta perché è il male minore anche se cuore e testa vorrebbero altro.
Fin dalla mattina di domenica il selciato dell’asse commerciale da piazza Vittorio Emanuele a Borgo Largo ha ospitato una folla senza soluzione di continuità. Le vetrine accese sono un richiamo, ma anche se fossero rimaste chiuse la voglia di uscire avrebbe spinto in centro chi ha percorso le vie dello shopping.
Agenti della questura e della polizia municipale a piedi hanno vigilato su assembramenti e, dopo le 18, sul rispetto dei divieti di consumare dentro i bar. In piazza delle Vettovaglie, al netto di chi è allergico alle regole non indossava la mascherina ed era una minoranza assoluta, i locali hanno rispettato le prescrizioni. Consumazioni all’esterno dopo la consegna al bancone. Non ci sono state violazioni evidenti in una domenica di “resurrezione” sociale in prossimità del Natale.
I bar hanno lavorato, a pranzo i ristoranti rimasti aperti hanno ribattuto quegli scontrini neanche lontanamente paragonabili nei numeri al passato. È stato comunque un assaggio di una ritrovata ordinarietà. E va bene essere usciti anche solo per un caffè. Un’iniezione di speranza antidepressiva in attesa di quella che arriverà con il vaccino. —
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