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La vergogna non ha fine: nuovi oltraggi alla stazione Marconi

Danilo Renzullo
L’ultimo sfregio vandalico perpetrato ai danni della Stazione Marconi di Coltano
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L’ultimo sfregio vandalico perpetrato ai danni della Stazione Marconi di Coltano

Pisa. È stata inserita al 12° posto in Italia tra i “Luoghi del Cuore” ma i vandali hanno ancora campo libero

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PISA. Dimenticata dalle istituzioni, amata dai cittadini, devastata dai vandali. Un triste destino. Che da edificio simbolo dell'avanguardia tecnologica ha trasformato la Stazione Marconi di Coltano in una sorta di monumento alla resistenza al degrado e all'abbandono. Non è bastata la mobilitazione popolare a restituire quel minimo di dignità a quello che dovrebbe essere un tempio delle moderne telecomunicazioni. Un esiguo decoro annullato dal passaggio di una mano vandalica che ha anche lasciato frasi ingiuriose su quelle mura che continuano a sostenere il peso di decenni di incuria, dimenticanze e lungaggini burocratiche che rischiano di cancellare quella palazzina che 109 anni fa ha permesso di collegare il mondo con un rudimentale clic e gettare le basi per le moderne tecnologie. Vernice rossa per imprimere l'ennesimo sfregio alla struttura dove nel 1911 Guglielmo Marconi decise di realizzare quella stazione radiotelegrafica che il New York Times definì all’epoca «the most powerful in the world», la più potente al mondo, che consentì al premio Nobel per la fisica nel 1909 di proseguire i suoi studi sui segnali radio e di stabilire la prima trasmissione ad onde lunghe collegando l'Italia con l'Africa e l'America.

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Un monumento che oggi rischia di naufragare nell’oceano di burocrazia che per decenni ha limitato ed impedito ogni progetto di riqualificazione. Poco più di un rudere. Pareti sgretolate e brandelli di tetto continuano ad alimentare leggendarie pagine di storia, per anni soffocate da erbacce e rovi che hanno a più riprese inghiottito la struttura e l'area circostante, “adottate” negli ultimi mesi dagli agricoltori di Coltano che regolarmente mettono a disposizione braccia e mezzi per manutenere la zona rispondendo all'invito del Comune che alcuni mesi fa ha ottenuto il rinnovo della concessione temporanea della Stazione da parte del Demanio, ente proprietario dell’immobile dimenticato dalle istituzioni, ma rimasto nel cuore dei pisani.

La struttura dove l’ingegno e il genio italico hanno trovato una sintesi si conferma infatti tra i luoghi più amati. Con 13.703 voti virtuali, la Stazione Marconi si è posizionata dodicesima a livello nazionale e seconda a livello regionale nella classifica provvisoria (manca il conteggio dei voti cartacei) dei “Luoghi del cuore”, la decima edizione del censimento promosso dal Fondo ambiente italiano (Fai) in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il progetto che ha l’obiettivo di far conoscere, tutelare e valorizzare attraverso lo stanziamento di risorse luoghi che necessitano di attenzione e cure. Le stesse che la Stazione Marconi attende da decenni. —

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