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Truffe dell’automobile Il giro si allarga e spuntano nuovi casi
Nuove vittime della concessionaria di Vecchiano che si fa pagare ma non consegna i mezzi e non risarcisce
Libero Red Dolce
vecchiano. Pensavano avrebbero smesso dopo le prime denunce, l’apparizione del caso nella trasmissione tv “Mi manda Raitre” e l’attenzione crescente. E invece nulla. Una concessionaria di Vecchiano continua a dare lavoro all’avvocata di Confconsumatori Francesca Galloni: «Noi di casi ne abbiamo ricevuto un centinaio e dopo diverse diffide che gli abbiamo inviato solo una è stata risarcita. Eppure nessuno ha fatto nulla, ci sono arrivate segnalazioni di truffe recenti da cittadini. Perché nessuno li ferma? ». Un meccanismo che andrebbe avanti da diverso tempo, indisturbato, e non limitato alla zona di Vecchiano o alla provincia di Pisa. Coinvolgendo anche cittadini della provincia di Massa Carrara che si sono trovati a pagare per delle auto che non solo non hanno mai visto; ma anche con la beffa di non riuscire a ottenere indietro i soldi. Ingenuamente versati prima ancora di vedere o ottenere l’auto promessa. «Il problema è che la concessionaria – spiega l’avvocata Galloni – ha posizionato le sue offerte in vari siti specializzati, anche piuttosto accreditati. Questo ha fatto sì che la platea dei potenziali clienti, direi piuttosto truffati, si sia allargata all’inverosimile».
Quelli che all’inizio erano sembrati pochi casi isolati, dopo la puntata di “Mi manda Raitre” si sono trasformati in un piccolo esercito di truffati. E infuriati. «Da quel momento in poi – prosegue l’avvocata – siamo stati sommersi da lettere e mail da parte di cittadini da tutta Italia. La cosa andava avanti da diverso tempo, tanto che abbiamo dovuto fare un po’ di ordine. Dopodiché abbiamo deciso di mandare delle diffide: o entro 15 giorni consegnavano le automobili pattuite, e pagate, oppure avremmo chiesto il rimborso. Posso dire che di automobili per ora non se ne sono viste». Il punto è che anche di soldi se ne sono visti pochini. «Io faccio il caso di alcuni residenti di Massa Carrara che mi hanno contattata di recente. In un caso, dopo la diffida, la concessionaria ha contattato direttamente la persona. Ha detto che avrebbe inviato un assegno e così in effetti è stato. E la persona è riuscita a ottenere indietro il denaro versato. Non tutti sono stati così fortunati. Per un’altra diffida l’iter è stato simile: hanno risposto direttamente all’acquirente, dato che a noi non rispondono mai, e hanno mandato un assegno. Una volta portato allo sportello però è risultato scoperto».
Il giro appare grosso. Meno di una settimana fa erano almeno una trentina le querele presentate ai carabinieri e il conto è in continuo aggiornamento. Molti però si sono rivolti all’associazione consumatori prima ancora di andare dalle forze dell’ordine. «Secondo i calcoli che abbiamo fatto soltanto con le persone che abbiamo contattato la concessionaria avrebbe incassato quasi 200mila euro da automobili mai consegnate. È intestata a una sola donna, prende la auto a nolo, dunque non ha nemmeno beni. Che si aspetta a mettere i sigilli?», conclude Galloni. —
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