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Curare con il plasma dei guariti: tra un mese l’esito della ricerca
Concluso lo studio Tsunami, i dati trasmessi all’Istituto superiore di sanità per la validazione. Il professor Menichetti: «Attendiamo i risultati per capire l’eventuale efficacia»
PISA. Un mese per capire se il plasma dei positivi guariti potrà essere efficace contro il Covid. Con domenica è terminato l’arruolamento dei donatori che hanno partecipato al progetto di ricerca Tsunami (TranSfUsion of coNvalescentplAsma for the treatment of severe pneuMonIa due to SARS.CoV2), uno studio nazionale di cui Pisa è capofila con la guida del professor Francesco Menichetti, direttore dell’unità operativa di Malattie infettive. Sono 474 i pazienti coinvolti.
L’infettivologo incrocia le dita per l’esito che potrebbe dare una svolta nella cura del coronavirus. «Siamo in attesa dei riscontri che vengono valutati dall’Istituto superiore di sanità – afferma –. Abbiamo raggiunto il target domenica 13. Adesso inizia la fase di verifica dei dati e di analisi dei risultati. Noi ora siamo defilati in attesa di avere riscontri. La tempistica? Penso ci vorrà un mese intero». Sulle aspettative dello studio, il professor Menichetti è chiaro. «L’esito ci dirà se Tsunami conferma che non c’è un particolare beneficio come già segnalato dai due studi indiano e argentino o rimette in discussione il tutto laddove venisse fuori un maggiore beneficio dal plasma» In base allo studio i volontari sono stati suddivisi in due gruppi: il “braccio” della terapia standard al quale viene somministrata l’attuale terapia per l'infezione da sars-cov2 e quello del trattamento che unisce a questa terapia il plasma. Due somministrazioni, a distanza di 24 ore, di plasma iperimmune donato da pazienti Covid guariti. I dati confluiscono nell’archivio nazionale del progetto Tsunami e vengono quindi messi a confronto i risultati dei due gruppi: quello trattati con il plasma e quello no. L'obiettivo è aiutare l'organismo a combattere il virus con gli anticorpi donati. —
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