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Medico contro gli assembramenti «Così si mette a rischio la vita»

Medico contro gli assembramenti «Così si mette a rischio la vita»

In via San Martino decine di giovani senza mascherina fuori da un locale La dottoressa: «Se si prova a dire qualcosa ci sta pure di essere aggrediti»

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È un medico e lavora nell’unità operativa di malattie infettive di Cisanello, uno dei cuori pulsanti nella battaglia al Covid.

Si chiama Laura Del Bono la dottoressa che nel tardo pomeriggio di sabato è stata testimone di una scena, frequente stando a chi abita in zona, che prima da cittadina e poi da medico l’ha indignata. E anche preoccupata.

L’ambientazione è quella di via San Martino davanti a uno storico locale. Il colpo d’occhio tra strada e marciapiedi fa andare indietro nel tempo, quando la pandemia era un pericolo raccontato nei film di fantascienza e il clima natalizio imponeva la folla in circolazione nei giorni di festa. E ieri anche in Corso Italia i numeri erano da Natale 2019.

All’aperto erano schierate decine di giovani, la maggioranza dei quali senza mascherina, impegnati a bere e fumare. Un’istantanea naturale se non ci fosse il Covid.

«Purtroppo l’aperitivo davanti ai bar cittadini è per alcuni una consuetudine irrinunciabile», afferma il medico che ricorda i sacrifici dovuti alle prescrizioni per bar e ristoranti.

Solo asporto e consegna a domicilio fino alle 22 e niente consumazione sul posto o nelle vicinanze.

«Chi se ne frega se ci sono persone che sono in ospedale e stanno male, mentre il virus continua a circolare e non passa giorno senza che i giornali riferiscano di persone morte per Covid – aggiunge la dottoressa che ogni giorno tocca con mano il dramma di ricoveri e lutti –. Passando da via San Martino siamo rimasti basiti vedendo la quantità di giovani e meno giovani assiepati in gruppetti. Bicchiere in una mano, sigaretta nell’altra e mascherine abbassate, (in varie combinazioni) affollavano la piazza Clari, via San Martino e l’attigua via San Lorenzino, oltre a calpestare bicchieri di plastica abbandonati in terra. Distanziamento? Seee..... E se si prova dire qualcosa ci sta pure di essere aggrediti. Ho provato a chiamare i vigili urbani. Una vocetta registrata ti dice di digitare tasti diversi e poi di restare in linea... (sic!). Ho desistito quando un residente in zona mi ha riferito di averci già provato venerdì sera, inutilmente (sarebbe interessante chiedere ai vigili quante denunce hanno ricevuto). Eppure un po’ di sorveglianza non sarebbe male. Maleducazione e menefreghismo sono prerogativa di alcuni poco intelligenti e presupponenti, che mettono a repentaglio la vita degli altri. È come andare contromano». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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