Il Tirreno

Pisa

il caso a vecchiano 

Auto pagate e mai consegnate ora le querele sono oltre trenta

Pietro Barghigiani
Auto pagate e mai consegnate ora le querele sono oltre trenta

Decine le azioni legali di clienti infuriati con denunce depositate ai carabinieri I compratori mancati: «La società non dispone delle vetture messe in vendita»

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VECCHIANO

Il mal comune per ora non è diventato mezzo gaudio. Anzi, nel sommare i soldi dell’anticipo persi e le rate del finanziamento per un’auto mai vista, la rabbia si è tradotta in una reazione legale che sta arruolando sempre più clienti infuriati.

Stanchi di sentirsi rispondere con scuse e rinvii sempre disattesi, gli aspiranti compratori di macchine di un autosalone di Vecchiano si sono rivolti ad avvocati e forze dell’ordine per denunciare i responsabili dell’attività commerciale. Sono almeno una trentina le querele presentate ai carabinieri e il conto è in continuo aggiornamento seguendo il flusso del passaparola tra chi ha avuto la sventura di incappare in un infelice acquisto di auto semestrali o km zero di una società che sta collezionando giudizi negativi sui siti specializzati nel commercio di auto usate. Fosse quello della reputazione il problema i pensieri sarebbero altri vista la piega che sta prendendo il caso ormai fuori controllo tra denunce e conti in rosso. Le macchine che non arrivano sono il segnale di un disagio finanziario che a monte avrebbe numeri da affossare anche i bilanci più solidi. Al momento l’offensiva legale riguarda querele per truffa e appropriazione indebita. Ipotesi di reato che poi la Procura valuterà nei contenuti al momento di dare una risposta alla richiesta di giustizia di chi è entrato nell’autosalone allettato da offerte competitive e a distanza di quasi un anno non conosce che fine abbia fatto la “sua” macchina.

Diversi clienti sono assistiti dall’avvocato Alberto Foggia che al fronte penale ha aggiunto anche quello dell’azione civile.

Una pensionata di Pisa, ma il suo caso è replicabile per decine di altre situazioni, a gennaio aveva firmato il contratto per una Fiat 500. Mai vista.

Racconta la signora nella querela: «Mi è stato fatto credere di avere, o poter avere nel giro di poco tempo, disponibilità di una autovettura dalle caratteristiche da me prescelte a “chilometri zero”, e quindi da poter acquistare a un prezzo più basso rispetto al nuovo, e di poter dilazionare parte dell’importo convenuto attraverso un finanziamento, erogato da un istituto di credito convenzionato con la concessionaria, avente come garanzia proprio quella autovettura. Tutto ciò si è rivelato, nel tempo, integralmente falso. L’autovettura non è mai stata consegnata perché, molto probabilmente, non era affatto nella disponibilità dell’autosalone e il finanziamento è stato inspiegabilmente erogato alla detta concessionaria falla finanziaria benché il veicolo che doveva garantirlo di fatto non esistesse. Va da sé che questa condotta non possa considerarsi un mero inadempimento contrattuale, ma integri gli artifici e i raggiri richiesti dalla norma incriminatrice, posto che senza la falsa rappresentazione della realtà prospettatami in sede di trattative mai avrei sottoscritto tanto il contratto di acquisto della autovettura quanto quello di finanziamento e mai avrei pagato l’acconto di 4.500 euro alla e le successive prime cinque rate del finanziamento per complessivi 921,50». —



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