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La crisi 

Niente ristori e aiuti dallo Stato: l’appello a Giani dei rimessaggi

Niente ristori e aiuti dallo Stato: l’appello a Giani dei rimessaggi

Oltre al crollo dei fatturati causa pandemia, sono in arrivo anche le cartelle demaniali senza alcuno sconto rispetto ai canoni richiesti per il 2019

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Pisa

«Esistiamo anche noi, anche se dall’inizio della crisi da pandemia non abbiamo ricevuto alcun sostegno da parte del Governo». Sono i rimessaggi pisani della Golena sinistra dell’Arno a chiedere attenzione rispetto a un settore che sembra per molti versi dimenticato.

«Dimenticati per tutto ma non per le cartelle demaniali che stanno arrivando in questi giorni e che ricalcano esattamente le tariffe del 2019 – annuncia preoccupato il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli –. Peccato che circa un mese e mezzo fa abbiamo scritto alla Regione Toscana e all’assessore all’ambiente Monia Monni chiedendo una riduzione di questi canoni, perché il Covid non ha certo risparmiato queste 50 attività imprenditoriali che, inserite in un contesto ambientale straordinario, costituiscono il più grande porto naturale della Toscana, con i suoi 2 mila posti barca. Ora abbiamo scritto al presidente della Regione Eugenio Giani. Auspichiamo che intervenga».

«Marzo, aprile e buona parte di maggio, per le nostre attività fondamentali, purtroppo sono andati completamente persi – rivela Massimo Bacherotti, presidente dei Porticcioli d’Arno di Confcommercio. Le nostre attività sono un presidio e un baluardo per la sicurezza del territorio. È chiaro che la paralisi dell’attività con l’azzeramento totale dei fatturati, aggravata dal fatto che ancora non è stato sciolto il nodo del rilascio delle concessioni, si è tradotta in perdite economiche che compromettono l’esistenza stessa delle nostre imprese. Fino ad oggi siamo stati invisibili, non abbiamo avuto alcun aiuto o ristoro dal governo. Auspichiamo che almeno la regione Toscana ci dia una mano». —

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