Italia
Il Pd litiga sull’aeroporto, Del Torto si autosospende
Due consiglieri (Basta e Picchi) votano una mozione contro la scelta del segretario Assemblea infuocata tra post-renziani e orlandiani
PISA
Il consiglio comunale sull’aeroporto della scorsa settimana continua a far saltare equilibri e rapporti. Aveva iniziato Roberto Naldi, amministratore delegato di Toscana Aeroporti, dopo l’approvazione della mozione contro la nuova pista di Firenze («i nostri rapporti istituzionali con il Comune di Pisa si chiudono qui»). Ma quella mozione, proposta da Diritti in Comune (e votata anche dalla Lega), scombussola pure, e di nuovo, il Pd pisano. Le peraltro mai sopite tensioni tra post-renziani/riformisti (ma non solo) e zingarettiani-orlandiani (Piazza grande), che rivendicano un peso maggiore nel partito, tornano a galla in modo prepotente.
Prima del consiglio comunale, le due anime del Pd avevano concordato un ordine del giorno incentrato soprattutto sul sostegno agli investimenti per il Galilei e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. Il segretario dell’Unione comunale Ranieri Del Torto aveva inoltre comunicato ai consiglieri la scelta di non partecipare al voto sulle altre mozioni, come quella di Diritti in Comune più spinta verso la contrarietà alla pista di Peretola. Due consiglieri, Vladimiro Basta ed Olivia Picchi, che fanno parte dell’area di Piazza grande, hanno scelto però di votare ugualmente sostenendo il documento della sinistra radicale. A quel punto Del Torto, sentitosi sconfessato, si è autosospeso dalla carica.
E si arriva all’assemblea di lunedì sera, convocata da tempo per discutere di altro (il Piano strutturale intercomunale). Ma i post-renziani (e non solo) non possono e non vogliono far finta di niente ed introducono il caso Del Torto. Senza dimenticare di far notare che, a proposito delle polemiche sull’aeroporto e sul Pit voluto dalla Regione (con la nuova pista di Peretola), l’ala sinistra del partito ha nella giunta Giani l’assessora Alessandra Nardini.
Al cambio di ordine del giorno, il coordinatore di Piazza grande, Andrea Ferrante, abbandona l’assemblea, insieme, tra gli altri, all’ex sindaco Marco Filippeschi (che da tempo invoca un cambio di passo nel modo di fare opposizione in città alla giunta leghista) e Fabrizio Cerri, quest’ultimo già dimissionario da segretario provinciale per gli attriti con i post-renziani/riformisti. L’assemblea prosegue ed approva, con larga maggioranza, un documento in cui chiede a Del Torto di ritirare l’autosospensione e, con toni molto soft, censura il comportamento dei due consiglieri.
Ora, se Del Torto resta alla finestra in attesa di eventi, il Pd pisano ripropone in pieno il duello per il controllo del partito che va avanti da anni. Sullo scenario soprattutto le elezioni amministrative del 2023: chi candida chi, chi sceglie chi. Le grandi manovre sono cominciate. Qualcuno ora invoca il congresso, altri un nuovo commissario. Fino all’ipotesi, clamorosa, di una scissione nel gruppo consiliare con l’uscita di Basta e Picchi. —
francesco loi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
