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Pisa

il dibattito 

Bocciato lo stop al pagamento della Tari Le imprese non ci stanno

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Non si placa la polemica intorno alla decisione del consiglio comunale di respingere la mozione, presentata dall’opposizione (prima firmataria Benedetta Di Gaddo), per chiedere di andare incontro alle imprese messe in ginocchio dalla crisi economica legata al Covid con il taglio delle tasse e il rinvio della Tari. Mercoledì, nei confronti della decisione, pur giustificata dalla maggioranza in aula, si era espressa con parole durissime Confcommercio. Ed oggi sul tema interviene Confesercenti, con il responsabile dell’area pisana Simone Romoli. «La Tari dell'anno 2020 nel comune di Pisa è stata ricalcolata togliendo due mesi per il lockdown primaverile alle attività sospese». E fin qui tutto ok. Poi è arrivata la seconda ondata della pandemia e «la sospensione forzata di molti» spiega Romoli, cosa che «ha indotto Confesercenti Toscana Nord a chiedere di applicare alla Tari lo stesso principio della scorsa primavera. Quindi togliere almeno il periodo dal 15 ottobre a fine anno perché le attività non stanno lavorando. Il sindaco ha risposto pubblicamente che non era possibile, salvo appoggiare pochi giorni dopo lo sciopero fiscale. Nello sciopero fiscale la Tari è uno dei principali tributi indiziati ed è in scadenza. I consiglieri comunali della maggioranza votano una mozione che và contro quanto dichiarato dal loro stesso sindaco». Perplessità sono state espresse anche dal movimento Opi-Orgoglio Partite Iva: «Pensiamo che quanto accaduto in città sia semplicemente assurdo. Ci sembra l’ennesimo esempio di come la stessa politica sia lontana anni luce dalle effettive esigenze di tutti noi cittadini. A questo punto esortiamo la politica in senso generale ad uscire dai palazzi e stare di più in mezzo alla gente, in mezzo a chi lavora». —

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