Il Tirreno

Pisa

«L’ospedale non può essere visto come un luogo pericoloso»

Amanda Fincatti
«L’ospedale non può essere visto come un luogo pericoloso»

Sonia Petronio (Aoup): essere apprensivi è comprensibile ma bisogna comunque mantenere un certo equilibrio 

3 MINUTI DI LETTURA





Chi, in questo scombussolato 2020, non ha avuto la paura, piccola o grande che sia, facendo la spesa in supermercato, andando in giro la sera, trovando gli amici, facendo anche il minimo indispensabile e rispettando tutti i protocolli di sicurezza anti-Covid, di contrarre il coronavirus? Essere apprensivi in questi tempi è comprensibile, a volte anche saggio. Nonostante ciò bisogna comunque mantenere un certo equilibrio, filtrare le innumerevoli informazioni che ci arrivano in ogni momento e, soprattutto, essere coscienti e ricordarsi che si può morire anche a causa di altre malattie. Non recarsi in ospedale in caso di emergenza o posticipare controlli, visite ed esami, trascurando altre gravi patologie per la paura di essere contagiati dal virus, sono stati atteggiamenti ricorrenti durante i mesi della prima ondata di pandemia.

Non permettere che qualcosa di simile si ripeta nei prossimi mesi è quel che si augura vivamente la professoressa Sonia Petronio, direttrice della sezione dipartimentale di Emodinamica dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana. «A mio parere - dice - ci troviamo di fronte a due grandi difficoltà: la prima riguarda l’importanza da parte di noi medici di stabilire il grado di urgenza delle varie patologie. La seconda, forse più subdola, riguarda la non sempre valida informazione che genera la paura di contrarre il virus in ospedale, tanto elevata al punto da far trascurare ai pazienti sintomi importanti. Ad esempio, nei primi mesi di emergenza ci sono stati casi di pazienti arrivati al pronto soccorso con importante ritardo dall’inizio di un dolore toracico, tanto che abbiamo raccolto dati che indicano un aumento del tempo di ischemia, ovvero quello che va dall’inizio del dolore al momento in cui perfondiamo il cuore. Per questo motivo ci siamo ritrovati con dei pazienti con manifestazioni che non vedevamo ormai da anni». Ma può essere servita l’esperienza della prima ondata? «Credo che l’esperienza ci abbia resi più esperti ed in grado di evitare gli effetti negativi della prima onda. Percepisco una maggiore attenzione rispetto alla fase precedente. Anche se i numeri ora sono tendenzialmente più alti, siamo tutti più coscienti dal fatto che non si muore soltanto di Covid e dell’importanza vitale di non trascurare le altre patologie gravi, come quelle cardiovascolari, che sono la prima causa di morte in Italia».

Qual è la situazione oggi del reparto diretto dalla professoressa Petronio? «Abbiamo recuperato tutta la lista d’attesa che avevamo. Quel che si percepisce è il timore dei pazienti nel dover venire nell’ambiente ospedaliero: può essere comprensibile, ma non giustificato. La situazione è controllata e mi auguro che si riesca comunque a preservare la salute del cittadino, indipendentemente dal Covid. Ci vuole una sinergia di tutti i responsabili della salute dei cittadini perché sia ripetutamente sottolineato il messaggio che, se sussiste un’urgenza, bisogna recarsi in ospedale o chiamare il 118. Purtroppo ho avvertito la bassa convinzione di alcuni pazienti che ci chiedono se non sia meglio posticipare interventi già prenotati. Le persone devono avere una limpida coscienza dal fatto che il rischio di morbilità e mortalità, se non si sottopongono a doverose operazioni, è molto alto. Devono essere consapevoli che arrivare in ritardo al pronto soccorso a causa di un dolore toracico trascurato può costare la vita. L’ospedale non può assolutamente essere visto come un luogo pericoloso. I servizi continuano a funzionare e la struttura è stata pensata in modo da rispettare tutte le misure anti-Covid». —

Amanda Fincatti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web